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      Giovanni Da Milano, 1325 – 1370

      Giovanni Da Milano: i 5 dipinti più famosi

      Tra tutti i dipinti di Giovanni Da Milano, St. Francis of Assisi (1360) è il più famoso. A seguire troviamo The Crucifixion (1360) e Christ and the Virgin with Saints (1365). Tra le 5 opere di Giovanni Da Milano presenti nel nostro catalogo, queste 5 sono le più celebri, ognuna accompagnata dalla sua data, dal suo museo e dalla sua storia.

      Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Ottobre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.

      Ritratto di Giovanni Da Milano
      Giovanni Da Milano · 1325 – 1370
      Nato · morto
      1325 – 1370, Valmorea
      Opere nel nostro catalogo
      5
      Le più famose
      St. Francis of Assisi (1360)
      Più opere presso
      Rijksmuseum

      I 10 dipinti più celebri di Giovanni Da Milano

      Dove sono esposte le tele di Giovanni Da Milano

      I 3 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.

      Musei Città Opere di Giovanni Da Milano Dipinti di questo elenco
      Rijksmuseum, AmsterdamRijksmuseum Amsterdam 1 The Crucifixion
      National Gallery, LondraNational Gallery Londra 1 Christ and the Virgin with Saints
      Pinacoteca di Brera, MilanoPinacoteca di Brera Milano 1 Christ in throne adored by angels

      Anno dopo anno: le tele più celebri di Giovanni Da Milano

      Da 1360 a 1365, per un totale di 6 anni, le tele datate di Giovanni Da Milano raccontano una breve storia: eccola, anno dopo anno.

      1. 1360
      2. 1360
      3. 1360
      4. 1360
      5. 1365

      Le tue domande sui dipinti di Giovanni Da Milano, risposte

      Qual è il dipinto più celebre di Giovanni Da Milano?Leggi la risposta

      St. Francis of Assisi (1360), seguito da The Crucifixion (1360) e Christ and the Virgin with Saints (1365).

      Che età aveva Giovanni Da Milano al momento di St. Francis of Assisi?Leggi la risposta

      Giovanni Da Milano, nato nel 1325, aveva 35 anni: St. Francis of Assisi risale al 1360.

      Quante opere di Giovanni Da Milano sono conosciute?Leggi la risposta

      Nel nostro catalogo sono presenti 5 opere di Giovanni Da Milano, datate dal 1360 al 1365.

      In quali musei sono conservate le tele più celebri di Giovanni Da Milano?Leggi la risposta

      Principalmente in Rijksmuseum (Amsterdam), National Gallery (Londra) e Pinacoteca di Brera (Milano); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.

      In quali anni Giovanni Da Milano ha dipinto le sue tele più celebri?Leggi la risposta

      In 1360, che comprende 4 delle 5 opere in questa pagina, tra cui spicca St. Francis of Assisi.

      Quali sono la prima e l'ultima delle celebri tele di Giovanni Da Milano?Leggi la risposta

      La tela più antica qui presente risale al St. Francis of Assisi (1360); la più recente al Christ and the Virgin with Saints (1365).

      Posso ordinare una copia dipinta a mano di un'opera di Giovanni Da Milano?Leggi la risposta

      Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.

      Giovanni Da Milano: la storia del pittore

      L'Ombra di Giotto

      Nelle vivaci strade di Firenze, dove l'aria era densa del profumo di pigmenti freschi e degli echi di un'epoca in trasformazione, un pittore di nome Giovanni di Jacopo di Guido da Caversaccio iniziò a lasciare il suo segno. Proveniente dalla Lombardia, arrivò in Toscana come un uomo in cerca di fortuna, apparendo nei registri cittadini con il nome di Johannes Jacobi de Commo. Era un viaggiatore, una mano straniera tra i maestri affermati, eppure la sua presenza si fece sentire quasi immediatamente. Il suo pennello non cercava di reinventare i cieli, bensì di interpretarli attraverso la lente di una profonda influenza. Egli guardò verso le opere di Giotto, assorbendo il peso della forma umana e la nuova percezione della profondità spaziale che aveva iniziato a trasformare la pittura italiana. Il suo stile portava con sé la grazia del periodo gotico, muovendosi però con un nascente naturalismo che cercava di radicare il divino nel mondo fisico.

      Questa ricerca del realismo non era una mera imitazione. Giovanni cercava di catturare le sottili sfumature della luce e le pesanti pieghe dei drappeggi, conferendo alle sue figure un senso di volume che dominava lo spazio che occupavano. Lavorò al fianco di altri che condividevano questa visione, tra cui Giottino e i figli di Taddeo Gaddi, intrecciando la propria mano nel tessuto della scuola fiorentina. La sua vita fu una silenziosa lotta per trovare una voce tra i giganti dell'epoca, un compito che affrontò con mano ferma e deliberata.

      La Devozione Dipinta

      Le opere che ha lasciato offrono uno sguardo su una mente preoccupata dall'intersezione tra il sacro e l'umano. Presso lo Spedale della Misericordia a Prato, realizzò un polittico della Madonna e dei Santi, un'opera che rimane il suo più antico capolavoro firmato. Fu una commissione che richiese sia precisione tecnica che una profonda comprensione della narrazione religiosa. In seguito, le sue mani plasmarono le scene del mito biblico della creazione per l'Ognissanti di Firenze, un grande polittico che sarebbe stato infine smembrato e disperso, le sue parti perdute dal passare del tempo ma il cui impatto è rimasto nella memoria della città.

      La sua maestria fu forse visibile con maggiore chiarezza nella Cappella Rinuccini all'interno di Santa Croce. Lì, decorò i registri superiori degli affreschi che raffigurano la Vita della Vergine e la Vita di Maria Maddalena. Mentre altre mani, come quella di Matteo di Pacino, lavoravano i livelli inferiori, il contributo di Giovanni fornì l'altezza spirituale del ciclo. La sua capacità di trasmettere emozione attraverso un gesto o un'espressione facciale aiutò a colmare il divario tra le icone stilizzate del passato e l'arte più umanizzata degli anni a venire.

      Un Capitolo Finale a Roma

      Con il progredire della sua carriera, l'estensione del suo talento si espanse oltre le mura di Firenze. Entro il 1369, la documentazione della sua vita ci conduce a Roma, dove lavorava sotto il patrocinio di Papa Urbano V. Questo periodo della sua vita mostra un uomo che era passato dall'essere un forestiero appena arrivato a una mano rispettata nella corte papale, lavorando accanto a figure affermate all'ombra dei grandi maestri. Fu un tempo di grande responsabilità, ma fu anche l'ultimo capitolo della sua esistenza documentata. Lasciò dietro di sé un corpo di opere che, sebbene forse più contenuto rispetto a quello dei suoi contemporanei, possedeva una chiarezza e un peso che parlavano di una vita trascorsa a padroneggiare il linguaggio della luce e della forma.