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Guida alle opere degli studenti

Number 17

Nome Classe Data

Ad Reinhardt, Number 17 (1953), Whitney Museum of American Art. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Ad Reinhardt topimpressionists.com/it/artists/ad-reinhardt_it/
Date dell'artista
1913 – 1967
Pittura
1953
Dimensioni originali
198 x 198 cm
Movimento
Abstract Expressionism Large canvases where the act of painting itself — the drip, the sweep — is the subject.
Epoca
Modern
Sede della mostra
Whitney Museum of American Art topimpressionists.com/it/museums/whitney-museum-of-american-art-new-york_it/
Artistic style
Monochrome Painting
Influences
Minimal Art
Notable elements
Blue background, Yellow squares
Subject or theme
Geometric Composition

Nel contesto

Number 17 — Ad Reinhardt

Dimensioni

Le dimensioni originali sono 198 × 198 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media. Le dimensioni dell'opera non consentono una rappresentazione in scala su questa pagina.

Data di realizzazione

  1. 1910
  2. 1920
  3. 1930
  4. 1940
  5. 1950
  6. 1960

Shaded: la vita di Ad Reinhardt (1913–1967) ▲ quest'opera, 1953

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Altre opere da affiancare a questa: topimpressionists.com/it/art/similar/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/

Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Phthalo Green #282d34

    Tavolozza salvata

    • #282D34
    • #3D3D33
    • #30363E
    • #333132
    Palette
    Monochrome La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    Phthalo Green
    Intensità
    Monochromatic La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Serene Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Discordant Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Deep_shadow Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Number 17 — Ad Reinhardt

    The Essence of Pure Form: Ad Reinhardt’s Number 17

    In the vast landscape of twentieth-century abstraction, few works command such profound stillness as Ad Reinhardt’s “Number 17.” Completed in 1953, this monumental canvas serves as a cornerstone of minimalist thought, offering a visual experience that transcends the mere act of looking. At first glance, the viewer is met with an expansive field of deep ultramarine blue, a color so saturated it seems to vibrate with its own internal light. Yet, as the eye lingers, the composition reveals itself through a delicate arrangement of strategically positioned yellow and red squares, alongside subtle purple tones that anchor the lower periphery. It is a work that refuses to perform for the spectator; instead, it invites a meditative descent into the fundamental elements of color and geometry, stripping away the distractions of narrative to reveal an objective aesthetic truth.

    The technical mastery behind this piece lies in Reinhardt’s meticulous application of tempera on linen. Unlike the thick, expressive impasto often associated with his contemporaries in the Abstract Expressionist movement, Reinhardt sought a surface of unparalleled tonal purity and flatness. By layering pigment with extreme precision, he achieved a matte finish that minimizes reflections, allowing the colors to exist as pure, unadulterated light. This dedication to materiality is further evidenced by his experimental "blackening" process—a technique where multiple coats of dark pigment were used to obscure depth, effectively pushing the viewer's focus back to the very surface of the canvas itself. For the collector or designer, this creates a sophisticated texture that interacts beautifully with ambient light, making it a centerpiece capable of anchoring a room with its quiet authority.

    A Radical Vision of Art-as-Art

    To understand “Number 17,” one must understand Reinhardt’s radical philosophical mission. Living and working in the vibrant, often chaotic atmosphere of New York City’s Betty Parsons Gallery, Reinhardt stood as a provocateur against the burgeoning cult of subjectivity. He famously championed the concept of "Art-as-Art," arguing that painting should not be a window into another world or a vessel for personal emotion, but rather an end in itself. This belief led him to declare that he was "painting the last paintings"—works so stripped of ornament and illusion that no further progress in abstraction would ever be possible. In this light, the geometric squares within “Number 17” are not merely shapes; they are the final, irreducible building blocks of a visual language.

    The emotional impact of the work is one of profound serenity and infinite contemplation. The blue field acts as a visual metaphor for an endless expanse, a cosmic void that provides a sense of peace to the modern observer. For interior designers seeking to create spaces of Zen-like tranquility or intellectual depth, this painting offers an unparalleled atmosphere. It does not compete with other elements in a room; rather, it harmonizes them, providing a sophisticated, monochromatic foundation upon which a curated collection of furniture and textures can flourish. Owning a reproduction of such a seminal work is more than an aesthetic choice—it is an invitation to experience the sublime power of simplicity.

    Artista e museo

    Artista

    Ad Reinhardt

    Nato a Buffalo, Stati Uniti d'America

    Primi Anni e Formazione

    Nascita: Adolph Friedrich Reinhardt, 24 dicembre 1913, Buffalo, New York

    Origini Familiari: Viveva nella sezione Riverside lungo il fiume Niagara. Stretto rapporto con suo cugino Otto. Il lavoro del padre portò la famiglia a New York City.

    Istruzione: Studiò storia dell'arte al Columbia College della Columbia University (1931-1935). Studiò sotto Meyer Schapiro.

    Formazione Artistica: Corsi di pittura al Teachers College della Columbia. Studiò pittura con Carl Holty e Francis Criss alla American Artists School. Studi di ritrattistica alla National Academy of Design sotto Karl Anderson.

    Sviluppo Artistico Iniziale: Riconosciuto come pittore talentuoso fin da giovane, vincendo premi a scuola elementare e superiore. Credeva di aver padroneggiato le abilità tecniche in tenera età.

    Carriera ed Evoluzione Artistica

    Progetto Federal Art Project WPA (1936-1940): Accreditato come pittore da Burgoyne Diller, permettendogli di lavorare nella divisione easel del WPA.

    American Abstract Artists (AAA): Diventò membro dell'AAA ed espose con loro durante gli anni '40. Descrisse la sua associazione con il gruppo come "una delle cose più grandi che mi siano mai capitate".

    Galleria Betty Parsons: Espose regolarmente alla galleria di Betty Parsons, a partire dal Wakefield Bookshop e dalla Mortimer Brandt Gallery.

    Progressione Artistica: Primi lavori con forme geometriche. Passaggio a opere in diverse sfumature dello stesso colore (tutto rosso, tutto blu, tutto bianco) negli anni '50.

    "Dipinti Neri" (1960s): Divenne più famoso per i suoi "dipinti neri" o "ultimi" – tele apparentemente monocromatiche composte da sottili variazioni in nero e sfumature quasi-nere. Esplorò concetti di limiti assoluti nell'arte.

    Filosofia Artistica e Influenze

    Arte come Arte: Sostenne una filosofia che chiamò Art-as-Art, enfatizzando l'autonomia dell'arte da preoccupazioni o rappresentazioni esterne.

    Critica degli "Artisti come Artisti": Usò la scrittura e i cartoni satirici per criticare ciò che vedeva come pratiche problematiche da parte di artisti che davano priorità ai messaggi sociali o politici rispetto alle considerazioni puramente estetiche.

    Influenze: Strette amicizie con Robert Lax e Thomas Merton, condividendo concetti di semplicità in diverse direzioni artistiche.

    Arte Concettuale, Minimalismo, Pittura Monocroma: Il suo lavoro influenzò significativamente lo sviluppo dell'arte concettuale, dell'arte minimalista e della pittura monocromatica.

    Carriera di Insegnamento ed Eredità

    Posizioni di Insegnamento: Insegnò al Brooklyn College (1947-1967), California School of Fine Arts, University of Wyoming, Yale University e Hunter College.

    Protesta Artistica: Coinvolto nella protesta del 1940 contro MoMA e nella protesta dei "irascibili" del 1950 contro il Metropolitan Museum of Art. Creò una litografia, “No War”, per la Artists and Writers Protest Against the Vietnam War (1967).

    Scrittura: Autore di ampi scritti sulla teoria dell'arte e sul suo lavoro, raccolti in Art as Art (1991).

    Rappresentanza: L'Ad Reinhardt Estate è rappresentata dalla David Zwirner Gallery.

    Morte: Morì il 30 agosto 1967 a New York City.

    Significato Storico

    Pioniere del Minimalismo e della Pittura Monocroma: I "dipinti neri" di Reinhardt sono considerati opere seminali nello sviluppo dei movimenti artistici minimalista e monocromo.

    Teorico dell'Arte Influente: I suoi scritti su Art-as-Art sfidarono le nozioni convenzionali sul ruolo dell'arte e sulla sua relazione con la società, influenzando generazioni successive di artisti e critici.

    Figura Chiave nell'Espressionismo Astratto: Come membro dell'AAA e associato alla galleria Betty Parsons, Reinhardt svolse un ruolo significativo nello sviluppo dell'Espressionismo Astratto.

    Impatto Duraturo: Il suo lavoro continua ad essere esposto e studiato, dimostrando la sua influenza duratura sull'arte contemporanea e sulla teoria.

    Museo

    Whitney Museum of American Art

    In mostra a New York, Stati Uniti d'America

    Un Santuario dello Spirito Americano

    Varcare la soglia del Whitney Museum of American Art significa entrare in una cronaca vivente dell'anima di una nazione. Situato nel cuore pulsante del Meatpacking District a Manhattan, il museo è molto più di un semplice deposito di tele e sculture; è una profonda testimonianza della visione di Gertrude Vanderbilt Whitney, la quale credeva che la creatività americana meritasse un palcoscenico proprio, libero dalle pesanti ombre proiettate dalle tradizioni europee. Dalla sua fondazione nel 1930, l'istituzione ha agito come un vitale punto di pressione per l'identità americana, catturando la cruda realtà della Ashcan School, la solitudine inquietante dei paesaggi urbani di Edward Hopper e l'energia elettrica e dirompente dei movimenti contemporanei. Per il collezionista esperto o l'amante della fine estetica, il Whitney offre un viaggio senza pari attraverso l'evoluzione di un linguaggio visivo che è unicamente, e senza scuse, americano.

    La presenza fisica del museo è un'opera d'arte tanto quanto i capolavori che ospita. Passando dalla sua storica dimora brutalista su Madison Avenue all'attuale meraviglia architettonica in Gansevoort Street, il Whitney risiede oggi in una struttura progettata dal leggendario Renzo Piano. Questo capolavoro di fluidità spaziale è definito da una straordinaria integrazione tra luce e paesaggio. Il design dell'edificio privilegia un legame naturale tra le gallerie interne e la frenetica città esterna, utilizzando ampie terrazze che offrono viste spettacolari sul fiume Hudson. Per architetti e interior designer, il museo rappresenta una lezione magistrale su come la luce possa essere utilizzata per infondere vita a texture e pigmenti; le sale sono immerse in un bagliore morbido e diffuso che permette alle audaci astrazioni di Georgia O’Keeffe o alla provocatoria Pop Art di Andy Warhol di risuonare con la loro vera, originaria intensità.

    Ciò che distingue veramente il Whitney è il suo ruolo di barometro culturale, in particolare attraverso il prestigioso Whitney Biennial. Dal 1932, questa esposizione ricorrente ha funzionato come una finestra profetica sul futuro, mettendo in mostra talenti emergenti e scatenando i dibattiti intensi che definiscono l'era contemporanea. La collezione stessa — un assemblaggio sbalorditivo di oltre 21.000 opere — non è un archivio statico, ma un organismo vivente. Essa si muove senza soluzione di continuità dal realismo crudo dell'inizio del XX secolo alle complesse installazioni multimediali di oggi. Questa continuità nell'innovazione rende il Whitney una destinazione essenziale per chi cerca di comprendere la traiettoria del pensiero moderno. Che si stia vagando nella quieta contemplazione delle gallerie permanenti o si stia vivendo l'energia ad alta tensione di una nuova biennale, i visitatori si ritrovano parte di una conversazione in corso su cosa significhi creare ed esistere in un paesaggio americano in costante mutamento.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Number 17

    topimpressionists.com/it/art/download/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Reinhardt, Ad. Number 17. 1953, Whitney Museum of American Art. https://topimpressionists.com/it/art/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/
    APA
    Reinhardt, Ad (1953). Number 17 [Painting]. Whitney Museum of American Art. https://topimpressionists.com/it/art/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/
    Chicago
    Ad Reinhardt. Number 17. 1953. Whitney Museum of American Art. https://topimpressionists.com/it/art/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/
    Harvard
    Reinhardt, Ad (1953) Number 17. Whitney Museum of American Art. Available at: https://topimpressionists.com/it/art/ad-reinhardt-number-17-D3BELY-en/

    Osserva da vicino

    Number 17 — Ad Reinhardt

    Un sguardo ravvicinato

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: color field painting, geometric abstraction, blue background. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Pittura Astratta (1966), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Abstract Expressionism: Large canvases where the act of painting itself — the drip, the sweep — is the subject. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Quiz d'arte

    Number 17 — Ad Reinhardt

    Quanto conosci quest'opera d'arte?

    Seleziona una risposta per ciascuna delle 5 domande riportate di seguito. Ciascuna presenta esattamente una risposta corretta.

    1. 1. What is the predominant color in Ad Reinhardt's “Number 17”?

      • A Red
      • B Yellow
      • C Blue
    2. 2. Approximately how large is “Number 17”?

      • A 90 cm x 90 cm
      • B 120 cm x 120 cm
      • C 198 cm x 198 cm
    3. 3. Ad Reinhardt famously referred to his paintings as “the last paintings” because he believed they represented:

      • A A radical departure from traditional representation
      • B The purest form of artistic expression
      • C An attempt to capture fleeting emotions
    4. 4. “Number 17” utilizes a technique known as monochrome painting, which aims to achieve:

      • A A vibrant range of hues
      • B Maximum visual complexity
      • C Absolute simplicity and tonal uniformity
    5. 5. In what year was “Number 17” created?

      • A 1940
      • B 1953
      • C 1967

    Il mio punteggio: ____ su 5

    Soluzioni — per l'insegnante

    Questo darà inizio a una nuova pagina stampata, che può quindi essere semplicemente omessa dalle copie.

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