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Guida alle opere degli studenti

Venice, Sunset

Nome Classe Data

Harry Goodwin, Venice, Sunset (1888), Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Harry Goodwin topimpressionists.com/it/artists/harry-goodwin_it/
Date dell'artista
1924 – 2013
Pittura
1888
Dimensioni originali
17 x 25 cm
Sede della mostra
Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery topimpressionists.com/it/museums/maidstone-museum-bentlif-art-gallery-maidstone_it/

Nel contesto

Venice, Sunset — Harry Goodwin

Dimensioni

Le dimensioni originali sono 17 × 25 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Data di realizzazione

  1. 1880
  2. 1890
  3. 1900
  4. 1910
  5. 1920
  6. 1930
  7. 1940
  8. 1950
  9. 1960
  10. 1970
  11. 1980
  12. 1990
  13. 2000
  14. 2010

Shaded: la vita di Harry Goodwin (1924–2013) ▲ quest'opera, 1888

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Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #ccc69c

    Tavolozza salvata

    • #CCC69C
    • #674E37
    • #3B281B
    • #B79C6B
    Palette
    Earthy La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    Putty
    Intensità
    Balanced La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Balanced Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Balanced Soft Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Artista e museo

    Artista

    Harry Goodwin

    Nato a Fallowfield, Regno Unito

    Primi Anni e Inizi di Carriera

    Harry Goodwin nacque a Fallowfield, Manchester, Regno Unito, nel 1924. Suo padre era un bookmaker, il che fornì una modesta educazione a Chorlton-cum-Hardy. L'esordio iniziale di Goodwin nella fotografia avvenne durante il suo servizio nella Royal Air Force (RAF) nel 1943. Mentre prestava servizio con gli aeroplani da ricognizione sopra il territorio giapponese in Birmania, inizialmente caricava le telecamere ma ben presto iniziò a scattare fotografie di ragazze locali per venderle ai commilitoni. Questa prima esperienza accese una passione per la fotografia e affinò le sue capacità tecniche. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Goodwin tornò a Manchester e si dedicò alla fotografia professionale, concentrandosi inizialmente su concorsi di bellezza e circuiti di boxe. Il suo primo soggetto degno di nota fu il comico Ken Dodd, segnando un primo passo verso la fotografia di figure importanti.

    Fotografo Residente di Top of the Pops

    La carriera di Goodwin raggiunse il suo apice con il ruolo di fotografo residente per la BBC’s Top of the Pops dal 1964 al 1973. Ottenne questa posizione grazie a un'opportunità fortuita mentre lavorava come spostafondi negli studi della BBC di Manchester, venendo assunto dal produttore Johnnie Stewart. Ricevette una modesta tariffa settimanale di £30 e ottenne preziosi crediti alla fine di ogni programma. Le sue fotografie servivano a diversi scopi: sfondi per gli artisti non presenti di persona e immagini che accompagnavano la classifica dei brani. La dedizione di Goodwin fu notevole; perse solo sei programmi durante il suo mandato di nove anni, documentando praticamente ogni artista che entrò nella Top 30 delle classifiche degli album del Regno Unito (con eccezioni come Frank Sinatra ed Elvis Presley). Si guadagnò una reputazione per tenacia, spesso inviato a catturare immagini di artisti assenti contro probabilità difficili.

    Relazioni con i Beatles e Fotografia Sportiva

    Un momento cruciale nella carriera di Goodwin fu il suo primo incontro con i Beatles nel 1963 al Apollo Theatre di Manchester. Questo incontro si trasformò in una stretta relazione con la band, dando vita a fotografie iconiche che catturarono la loro energia e il loro carisma. Oltre alla fotografia musicale, Goodwin mantenne un'affinità duratura per lo sport, in particolare la boxe. Ottenne l'accreditamento presso la British Boxing Board of Control, fotografando numerosi campioni tra cui Muhammad Ali. La sua fotografia di Sir Matt Busby fu così impattante che venne utilizzata per la sua targa a Old Trafford, dimostrando la sua capacità di catturare momenti significativi nella storia sportiva.

    Riconoscimenti e Eredità

    Nonostante una riluttanza a vendere stampe durante la sua vita, il lavoro di Harry Goodwin gradualmente ottenne un riconoscimento più ampio. Iniziarono ad apparire mostre che presentavano le sue fotografie, offrendo al pubblico l'opportunità di apprezzare la sua prospettiva unica. Le sue immagini trovarono posto in collezioni prestigiose, tra cui quelle della National Portrait Gallery di Londra. Mostre notevoli includono "Icons of Pop" (1999), “Beatles on the Balcony” (2006) e "Legends: The Photographs of Harry Goodwin" (2004). Nel 2010, il Victoria and Albert Museum ha allestito una grande mostra, "My Generation: The Glory Years of British Rock – Photographs from Top of the Pops 1964–1973", accompagnata da un libro pubblicato. Gli fu conferito un premio per la carriera dal Lord Mayor di Manchester nel dicembre 2009. L'eredità di Goodwin risiede nella sua capacità di catturare l'essenza di una generazione, documentando sia icone musicali che sportive con notevole abilità e dedizione. Il suo archivio, donato all'Università di Salford, garantisce che il suo lavoro continui a essere studiato e apprezzato per gli anni a venire. Morì nel settembre 2013 all'età di 89 anni.

    Museo

    Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery

    In mostra a Maidstone, United Kingdom

    Un Arazzo del Tempo: L'Anima del Maidstone Museum

    Varcare la soglia del Maidstone Museum & Bentlif Art Gallery significa lasciare alle spalle il moderno fermento del Kent per entrare in un santuario dove la storia respira attraverso ogni cornice dorata e antico reperto. Questo non è un semplice deposito del passato, ma un dialogo vivente tra epoche, ospitato all'interno della magnifica Chillington Manor. Mentre ci si addentra in questo capolavoro elisabettiano, l'architettura stessa narra una storia di prestigio ed evoluzione; le maestose mura della dimora, completate nel 1577, avvolgono strutture Tudor molto più antiche, creando una linea temporale fisica che rispecchia le vaste collezioni del museo. Per l'amante dell'arte o il designer d'interni più esigente, il museo offre una vera lezione magistrale su come la grandezza storica possa fornire il palcoscenico perfetto per la scoperta estetica.

    Il cuore dell'istituzione pulsa con un'extraordinaria diversità di tesori, tra cui spicca la sua collezione giapponese di fama mondiale. Questo insieme è un vero gioiello nella corona artistica del Kent, offrendo uno sguardo profondo sul delicato equilibrio tra il Buddismo Zen e l'eleganza feudale. I visitatori rimangono spesso incantati dalla meticolosa maestria delle ceramiche giapponesi e dall'eterea bellezza delle stampe xilografiche, che possiedono una forza grafica capace di continuare a ispirare la cultura visiva contemporanea. Accanto a queste delizie orientali, il museo custodisce una delle collezioni anglosassoni più significative al di fuori di Londra. Qui, il peso della storia si percepisce in ogni gioiello finemente intagliato e in ogni scultura monumentale, ricordandoci le fondamenta spirituali e artistiche dell'identità inglese.

    Oltre le belle arti, il museo funge da cronaca della curiosità umana e dell'esplorazione globale. La Collezione Brenchley, accumulata dall'avventuriero vittoriano Julius Brenchley, anima lo spirito dell'etnografia, mentre la presenza del Queen’s Own Royal West Kent Regimental Museum aggiunge uno strato di toccante narrazione locale. Dal ruggito preistorico dei fossili di dinosauro nella Earth Heritage Gallery alla delicata precisione degli orologi e delle medaglie del XVIII secolo, il museo intreccia fili disparati del successo umano. È questa sintesi unica — la capacità di fondere storia naturale, archeologia e belle arti all'interno di un'unica, coesa esperienza — che rende il Maidstone Museum un pellegrinaggio essenziale per chiunque cerchi di comprendere la profonda interconnessione del nostro patrimonio globale.

    Dove approfondire

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    topimpressionists.com/it/art/download/harry-goodwin-venice-sunset-AR26M2-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Goodwin, Harry. Venice, Sunset. 1888, Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery. https://topimpressionists.com/it/art/harry-goodwin-venice-sunset-AR26M2-en/
    APA
    Goodwin, Harry (1888). Venice, Sunset [Painting]. Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery. https://topimpressionists.com/it/art/harry-goodwin-venice-sunset-AR26M2-en/
    Chicago
    Harry Goodwin. Venice, Sunset. 1888. Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery. https://topimpressionists.com/it/art/harry-goodwin-venice-sunset-AR26M2-en/
    Harvard
    Goodwin, Harry (1888) Venice, Sunset. Maidstone Museum - Bentlif Art Gallery. Available at: https://topimpressionists.com/it/art/harry-goodwin-venice-sunset-AR26M2-en/

    Osserva da vicino

    Venice, Sunset — Harry Goodwin

    Un sguardo ravvicinato

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    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Rivedi The Marketplace, Norwich, Norfolk (1887), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    4. Cosa potrebbe aver voluto trasmetterti l'artista?
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