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Guida alle opere degli studenti

Self-portrait

Nome Classe Data

István Farkas, Self-portrait. Di pubblico dominio. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
István Farkas topimpressionists.com/it/artists/istvan-farkas_it/
Date dell'artista
1887 – 1944
Movimento
Expressionism Colour and shape deliberately distorted so the picture shows an emotion rather than a likeness.

Nel contesto

Self-portrait — István Farkas

Quando potrebbe essere stata dipinta?

  1. 1880
  2. 1890
  3. 1900
  4. 1910
  5. 1920
  6. 1930
  7. 1940

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 57 al momento del decesso.

Shaded: la vita di István Farkas (1887–1944) ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

L'anno esatto di questo disco non è disponibile nei nostri archivi: basandoti sulla vita dell'artista e sullo stile dell'opera, a quale decennio penseresti?

Confronta con

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Altre opere da affiancare a questa: topimpressionists.com/it/art/similar/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Espresso #3d3d39

    Tavolozza catalogata

    • #3D3D39
    • #A9876E
    • #6B5F55
    • #E9B586

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Earthy La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Espresso
    Intensità
    Balanced Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Bold Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Balanced Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • quota inferiore al 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di István Farkas negli ultimi dodici mesi — 1 paesi in totale. Origine dei dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Cina 100,0%

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 8 opere più visualizzate di István Farkas

    1. 1 The Lunatic At Syracuse 22,2%
    2. 2 Landscape At Nightfall (evening) 22,2%
    3. 3 Fate (walking At The Water Tower) 11,1%
    4. 4 Separated 11,1%
    5. 5 Dawn On The Outskirts Of Town (morning) 11,1%
    6. 6 Night On The Outskirts Of Town 11,1%
    7. 7 Still-life With Coffee-maker 11,1%
    8. — Self-portrait quest'opera 0,0%

    Insieme, queste opere hanno attirato il 99,9% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 26 opere di questo artista, di cui 7 sono state visualizzate almeno una volta. Questa opera non ha ancora ricevuto visualizzazioni in questo periodo — chiude la lista senza una posizione in classifica. Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua maestria tecnica.

    Artista e museo

    Artista

    István Farkas

    Nato a Budapest, Ungheria

    István Farkas: Un’Anima Perduta dell'École de Paris

    István Farkas, un nome quasi del tutto assente dalla storia dell'arte mainstream per decenni, rappresenta una storia toccante e profondamente commovente di talento artistico tragicamente interrotto dalle atrocità dell'Olocausto. Nato a Budapest nel 1887 in una famiglia radicata nell’editoria – suo padre, József Wolfner, era il fondatore di Singer and Wolfner – la sua giovinezza fu segnata sia da privilegi che da profonde perdite. La prematura morte della madre all'età di soli quattro anni plasmò la sua prospettiva, spingendolo ad adottare il nome “Farkas”, un lupo, riflettendo una sensazione di resilienza e forse anche di solitudine che permeava gran parte del suo lavoro. Questa trasformazione – da Wolfner a Farkas – rivela in modo eloquente il suo percorso personale e il desiderio di una nuova identità.

    L'educazione artistica di Farkas iniziò sotto la guida di László Mednyánszky a Budapest, un’esposizione precoce al vivace panorama artistico ungherese. Cercò poi ulteriore perfezionamento a Parigi, iscrivendosi all'Académie de la Palette – un centro nevralgico per gli artisti d'avanguardia dell'epoca. Fu qui, nel 1912, nel cuore dei circoli cubisti di André Salmon, che Farkas iniziò veramente a forgiare il suo stile distintivo. L’influenza di Salmon fu innegabile; divenne un amico e collaboratore stretto, scrivendo persino una monografia dedicata al suo lavoro, un testamento alla crescente riconoscibilità dell'artista nei circoli artistici parigini.

    L'Influenza del Cubismo e le Radici Ungheresi

    Il periodo a Parigi fu cruciale per lo sviluppo artistico di Farkas. L’ambiente stimolante dell’Académie de la Palette, con i suoi artisti cubisti come Salmon, gli permise di esplorare nuove forme espressive e di assimilare le influenze del movimento. Tuttavia, Farkas non si limitò a imitare il Cubismo; lo sintetizzò in uno stile unico che combinava elementi della frammentazione cubista con una sensibilità profondamente radicata nella sua eredità ungherese. I suoi dipinti spesso rappresentavano paesaggi urbani – in particolare le strade affollate di Parigi – con una qualità quasi onirica, catturando momenti fugaci e trasmettendo un senso di nostalgia e osservazione silenziosa. L'uso di colori tenui – prevalentemente blu, verde e marrone – creava un’atmosfera malinconica, mentre dettagli accurati suggerivano correnti emotive più profonde. Le sue composizioni presentavano spesso figure solitarie, immerse nei loro pensieri o semplicemente osservando il mondo che li circondava, riflettendo un tema ricorrente nel suo lavoro.

    La sua formazione a Budapest e le sue prime esperienze artistiche fornirono una base solida per la sua evoluzione artistica. L'influenza di Mednyánszky, un pittore con una visione moderna, lo introdusse alle tecniche e ai principi dell’arte occidentale. Tuttavia, Farkas non si limitò a seguire le orme del suo maestro; sviluppò uno stile personale che rifletteva la sua esperienza unica come artista ungherese in un periodo di grandi cambiamenti sociali e politici.

    La Guerra e il Ritorno a Budapest

    La Prima Guerra Mondiale sconvolse radicalmente la traiettoria di Farkas. Si arruolò nell'esercito austro-ungarico come tenente, sperimentando le brutalità della guerra e subendo prigionia prima di essere rinchiuso in un campo di prigionieri d’Italia. Questo periodo plasmò profondamente la sua visione del mondo, contribuendo alle atmosfere malinconiche spesso presenti nei suoi dipinti. Dopo la guerra, tornò a Budapest, ereditando l'azienda editoriale di famiglia dopo la morte del padre nel 1932 – una responsabilità che forniva stabilità ma richiedeva anche un impegno significativo. Nonostante questo ulteriore onere, mantenne instancabilmente il suo studio parigino, uno spazio cruciale per l’espressione creativa e il contatto con la comunità artistica internazionale.

    Il Matrimonio e la Tragica Interruzione

    Nel 1925, István Farkas sposò Ida Kohner, la figlia del barone Adolf Kohner, una figura di spicco nella società ebraica ungherese. Questa unione portò stabilità e compagnia alla sua vita, e ebbero insieme tre figli. Il loro ambiente creativo condiviso alimentò la passione dell'artista per la pittura. Tuttavia, questo periodo di felicità fu bruscamente interrotto dall’ascesa del fascismo in Ungheria negli anni '30, che portò a una crescente persecuzione degli ebrei. L'Ungaria guidata da Horthy intensificò le sue politiche volte contro i cittadini ebrei, creando un clima di paura e incertezza.

    La Morte e la Riscoperta

    L’inizio della Seconda Guerra Mondiale portò orrori inimmaginabili in Ungheria, culminando nella deportazione sistematica degli ebrei ad Auschwitz. Nel marzo 1944, mentre l'occupazione nazista si intensificava, Farkas, insieme alla sua famiglia, fu arrestato e trasferito nel campo di detenzione di Kistarcsa prima di essere trasportato ad Auschwitz il 27 giugno 1944, dove morì il giorno stesso dell’arrivo. Sua moglie, Ida Kohner, subì un destino simile, uccisa brutalmente da fascisti ungheresi poco prima della sua stessa deportazione. Il lavoro di Farkas rimase in gran parte dimenticato per decenni dopo la guerra, oscurato dalla tragica perdita di milioni di vite durante l'Olocausto. Tuttavia, a partire dagli anni '80, un rinnovato interesse per la sua arte emerse, alimentato da ricerche e riscoperta. Oggi István Farkas è riconosciuto come una figura significativa, sebbene tragicamente trascurata, dell’École de Paris – un artista il cui paesaggi evocativi e ritratti toccanti offrono uno sguardo potente in un mondo perduto e un tributo solenne a una vita interrotta.

    Per approfondire

    Disponibile online

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    topimpressionists.com/it/art/download/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/

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    Farkas, István. Self-portrait. n.d., https://topimpressionists.com/it/art/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/
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    Farkas, István (n.d.). Self-portrait [Painting]. https://topimpressionists.com/it/art/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/
    Chicago
    István Farkas. Self-portrait. n.d. https://topimpressionists.com/it/art/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/
    Harvard
    Farkas, István (n.d.) Self-portrait. Available at: https://topimpressionists.com/it/art/istvan-farkas-self-portrait-9FTGXU-en/

    Un dettaglio ravvicinato

    Self-portrait — István Farkas

    Osserva da vicino

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    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Quanti volti riesci a trovare? ____ (il nostro catalogo ne conta 1 — sei d'accordo?)
    4. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: self-portrait, melancholy mood, expressionist style. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    5. Rivedi Model With Big Hands, poco prima in questa guida. Indica due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.

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    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    A quale stile appartiene "Self-portrait"?

    "Self-portrait" di István Farkas appartiene al movimento Expressionism. Questo movimento fornisce il contesto stilistico dell'opera.

    Qual è la luminosità di "Self-portrait" di István Farkas?

    La luminanza rilevata per "Self-portrait" di István Farkas è Gentle Luminance.

    Quale colore risalta di più in "Self-portrait"?

    Il colore che risalta maggiormente in "Self-portrait" è Espresso (#3d3d39). Il colore dominante è utile per abbinare un'opera d'arte a un ambiente interno.