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Guida alle opere degli studenti

Tuxedo

Nome Classe Data

Jean Michel Basquiat, Tuxedo (1982), Galleria Tony Shafrazi. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, il pigmento puro

Dettagli dell'opera

Artista
Jean Michel Basquiat topimpressionists.com/it/artists/jean-michel-basquiat_it/
Date dell'artista
1960 – 1988
Pittura
1982
Tecnica e materiali
Serigrafia Ink pushed through a stencilled mesh, one flat colour at a time — the technique behind much Pop Art.
Dimensioni originali
261 x 152 cm
Movimento
Neoespressionismo A rough, urgent return to figure painting in the 1980s, after years of cool abstraction.
Epoca
Età Moderna
Sede della mostra
Galleria Tony Shafrazi topimpressionists.com/it/museums/tony-shafrazi-gallery-new-york_it/
Anno
1982
Artista
Jean-Michel Basquiat
Soggetto o tema
Identità, Potere
Titolo
Tuxedo

Nel contesto

Tuxedo — Jean Michel Basquiat

Dimensioni

Le dimensioni originali sono 261 × 152 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media. Le dimensioni dell'opera non consentono una rappresentazione in scala su questa pagina.

Data di realizzazione

  1. 1960
  2. 1970
  3. 1980

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 28 al momento del decesso.

Dipinto quando l'artista aveva 22 anni. L'artista è vissuto fino a 28. 16 delle 128 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di Jean Michel Basquiat (1960–1988) ▲ quest'opera, 1982 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

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Altre opere da affiancare a questa: topimpressionists.com/it/art/similar/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/

Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Nero #09090a

    Tavolozza salvata

    • #09090A
    • #CCC7C1
    • #4E4B49
    • #272626

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Trova altri dipinti per colore

    Colore principale
    Nero
    Intensità
    Monocromatico La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Sereno Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Tavolozza dai toni sfumati L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Ombre profonde Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Saturazione tenue Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    In quale parte del mondo viene ammirato questo dipinto?

    • sotto il 1%
    • 1–3%
    • 3–8%
    • 8–20%
    • 20% e oltre
    Questo singolo dipinto presenta troppi pochi visitatori registrati per poter essere mappato, pertanto la tavola riporta ogni opera di Jean Michel Basquiat negli ultimi dodici mesi — 51 paesi in totale. L'origine di questi dati

    I dieci paesi principali

    1. 1 Regno Unito 10,6%
    2. 2 Cina 8,1%
    3. 3 Spagna 7,5%
    4. 4 Stati Uniti d'America 6,2%
    5. 5 Brasile 5,9%
    6. 6 Cile 4,7%
    7. 7 Messico 4,7%
    8. 8 Francia 4,4%
    9. 9 Italia 4,1%
    10. 10 Corea del Sud 4,1%
    11. · 41 altri paesi 39,7%

    Trova i tre paesi più scuri sulla mappa. Il museo che custodisce questo dipinto si trova in uno di essi? Scrivi un motivo per cui persone lontane potrebbero ammirarlo.

    Le 20 opere più visualizzate di Jean Michel Basquiat

    1. 1 Untitled - Testa di Diavolo, (Collezione Ampia, LA), 1981 55,4%
    2. 2 Philistines, 1982 4,4%
    3. 3 Bird on Money, 1981 4,4%
    4. 4 Riding with Death, 1988 3,8%
    5. 5 Pesca di Pesci, 1981 3,3%
    6. 6 L'uomo da Napoli, 1982 2,0%
    7. 7 Pegaso, 1987 1,8%
    8. 8 Untitled (ernok) 1,3%
    9. 9 Punto di fusione del ghiaccio, 1984 1,3%
    10. 10 Terra, galerie bruno bischo, 1984 1,1%
    11. 11 Notary, 1983 1,1%
    12. 12 Self-portrait coll.franzen, 1982 0,9%
    13. 13 Liberali Odiosi, 1982 0,9%
    14. 14 Uomo rosso, Annina Nosei Galle, 1981 0,7%
    15. 15 Ulcera Peptica, 1983 0,7%
    16. 16 Profit I, 1982 0,7%
    17. 17 Price of Gasoline in the Third World, 1982 0,7%
    18. 18 Untitled (rinso) 0,7%
    19. 19 Napoleon Stereotype as Portrayed, 1983 0,7%
    20. 23 Tuxedo, 1982 questo dipinto 0,7%

    Insieme, queste opere hanno attirato il 86,6% di tutta l'attenzione ricevuta dai dipinti di questo artista negli ultimi dodici mesi. Il catalogo contiene 134 opere di questo artista, di cui 67 sono state visualizzate almeno una volta. Questo dipinto occupa la posizione 23 tra di essi, con il 0,7% di tale attenzione. Lo stesso conteggio, mese dopo mese

    Le barre misurano l'attenzione, non la qualità. Scegli l'opera in cima e questa: indica un elemento che potrebbe rendere un dipinto celebre al di là della sua tecnica esecutiva.

    Informazioni sull'opera

    Tuxedo — Jean Michel Basquiat

    Informazioni sull'opera

    Redatto per questa guida sulla base di fonti pubblicate. La scheda del catalogo è consultabile nella prima parte di questa guida.

    Dimensioni
    261 x 152 cm
    Elementi notevoli
    Corona, Testo, Serigrafia
    Influenze
    Gray's Anatomy
    Movimento
    Neo-espressionismo
    Stile artistico
    Energia grezza, Caotico
    Tecnica
    Serigrafia su tela

    “Tuxedo” di Jean-Michel Basquiat: Una Cronaca del Rumore Urbano

    Tuxedo”, dipinto nel 1982, è molto più di una semplice immagine; è un'eruzione viscerale di energia pura e pensiero frammentato, un'opera quintessenziale del genio tragicamente breve che fu Jean-Michel Basquiat. Questa serigrafia su tela affronta immediatamente lo spettatore con una sinfonia caotica di segni bianchi e neri, frammenti di testo e simboli iconici, riflettendo il battito frenetico della New York degli anni '80 e la lotta intensamente personale dell'artista per il riconoscimento all'interno del mondo dell'arte.

    Un vocabolario visivo: La composizione dell'opera è deliberatamente travolgente. Una corona prominente, motivo ricorrente nell'opera di Basqulat, domina l'angolo in alto a sinistra, evocando istantaneamente nozioni di regalità e potere, temi che l'artista ha esplorato incessantemente attraverso il suo lavoro.

    Significato stratificato: Sotto la corona giace una densa sovrapposizione di testo, apparentemente casuale ma meticolosamente disposto, insieme a forme geometriche e organiche. Non si tratta di semplice rumore visivo; è un tentativo deliberato di catturare l'incredibile afflusso di informazioni che caratterizzava la vita urbana e, forse, l'esperienza stessa di Basquiat nel navigare le complessità dell'identità e della rappresentazione.

    Intensità Neo-Espressionista: “Tuxedo” incarna i principi fondamentali del neo-espressionismo, un movimento definito dal rifiuto del rigore formale e dall'abbraccio dell'intensità emotiva. L'applicazione aggressiva dell'inchiostro attraverso la tecnica serigrafica rispecchia questa energia grezza, creando una superficie materica che appare allo stesso tempo immediata e inquietante.

    Tecnica e Materiali: Un Dialogo tra Artista e Processo

    Il processo di Basquiat nella creazione di “Tuxedo” era profondamente radicato nelle esigenze tecniche della serigrafia. Questo metodo, che utilizza stencil per trasferire l'inchiostro sulla tela, gli ha permesso di costruire strati di immagini con una velocità e un controllo straordinari, un elemento cruciale data la sua produzione incessante. La distribuzione quasi uniforme dei segni suggerisce una pianificazione meticolosa, eppure l'effetto complessivo è quello di una creazione spontanea. La scelta dell'acrilico o di un altro medium serigrafico adatto ha probabilmente contribuito alla durata dell'opera e alla vibrante saturazione del colore, nonostante la sua presentazione monocromatica.

    Precisione Serigrafica: La tecnica stessa dice molto sull'approccio di Basquiat: un caos calcolato in cui precisione e spontaneità si intrecciano.

    La Tela come Fondamento: La tela non funge solo da supporto, ma da partecipante attivo nella narrazione dell'opera, assorbendo e amplificando l'intensità dell'immagine stampata.

    Simbolismo e Contesto: Decodificare l'Universo di Basquiat

    Tuxedo” è intriso di simbolismo, riflettendo la fascinazione di Basquiat per la storia, la mitologia e la critica sociale. Lo smoking stesso, simbolo di formalità e ricchezza, è giustapposto all'estetica grezza e non raffinata dell'opera, creando una tensione potente. L'inclusione di riferimenti anatomici, sottilmente accennati dal libro Gray's Anatomy che influenzò profondamente il suo lavoro, aggiunge un altro strato di complessità, suggerendo un'esplorazione del corpo umano sia come forma fisica che come luogo di significato culturale e sociale.

    Il Significato della Corona: La corona, oltre alla sua rappresentazione letterale, simboleggia il potere, l'aspirazione e il desiderio dell'artista di trascendere i limiti sociali.

    Strati Testuali: Il testo frammentato rappresenta probabilmente la natura travolgente dell'informazione in un mondo che cambia rapidamente, riecheggiando temi di alienazione e critica sociale prevalenti nelle opere di Basquiat.

    Impatto Emotivo ed Eredità

    Tuxedo” non è solo un'immagine visivamente sorprendente; è una dichiarazione emotivamente carica sull'identità, il potere e la lotta per il riconoscimento. La capacità di Basquiat di distillare idee complesse in un lavoro così potentemente evocativo ha consolidato il suo posto come uno degli artisti più importanti della sua generazione. Una riproduzione di “Tuxedo” offre una connessione diretta con questo straordinario talento, permettendo agli spettatori di sperimentare in prima persona l'energia pura e la profondità intellettuale che hanno definito la sua arte rivoluzionaria.

    Artista e museo

    Artista

    Jean Michel Basquiat

    Nato a Brooklyn, Stati Uniti d'America

    A Brooklyn Beginning and the Rise of SAMO

    Jean-Michel Basquiat emerged onto the 1980s art scene as a force of raw energy and intellectual depth, an impact that continues to resonate profoundly today. Born on December 22, 1960, in Brooklyn, New York, to Haitian and Puerto Rican parents, his upbringing was a vibrant tapestry woven with diverse cultures and languages—Spanish, English, and French filled his childhood home. This multilingual environment, coupled with his mother’s dedication to artistic pursuits—she enrolled him as a Junior Member of the Brooklyn Museum at age six—laid an early foundation for his creative journey. However, Basquiat’s life wasn’t without hardship; a car accident at eight years old resulted in a splenectomy and a period of convalescence during which he became captivated by a copy of Gray’s Anatomy gifted by his mother. The book’s detailed illustrations would later profoundly influence the anatomical imagery that frequently appears in his work, becoming a haunting motif throughout his career. Before achieving recognition as a painter, Basquiat made his mark under the pseudonym SAMO, alongside friend Al Diaz. Together they covered Lower Manhattan with cryptic, poetic graffiti—epigrams challenging societal norms and questioning established power structures. These weren’t mere tags; they were thought-provoking statements that captured the spirit of the burgeoning hip-hop culture and the gritty energy of 1970s New York City. SAMO was more than just street art; it was a philosophical intervention, a visual disruption designed to provoke dialogue and challenge perceptions.

    Neo-Expressionism and Artistic Innovation

    By the early 1980s, Basquiat transitioned from graffiti to canvas, rapidly gaining recognition within the New York art world. His paintings weren’t easily categorized; they were a unique synthesis of influences ranging from Abstract Expressionism to tribal art, comic books, and historical painting. He became a central figure in the Neo-Expressionist movement, though he resisted easy labeling. His canvases are characterized by a frenetic energy—a chaotic layering of text, symbols, figures, and colors. Basquiat’s technique was deliberately raw and improvisational, often incorporating collage, scratching, and dripping paint. He wasn’t interested in technical perfection; instead, he sought to convey emotion, ideas, and social commentary with visceral immediacy. Recurring motifs—crowns, skulls, anatomical diagrams, words crossed out or repeated—became his signature visual language. The crown, perhaps his most iconic symbol, has been interpreted as a representation of aspiration, self-mythologization, and the complexities of Black identity in America. His work frequently grappled with themes of wealth versus poverty, integration versus segregation, and the internal struggles of the individual within society. Paintings like Piscine versus the Best Hotels (or various loin) exemplify his ability to juxtapose seemingly disparate elements—luxury and deprivation, beauty and decay—creating a powerful commentary on social inequalities. Basquiat’s art was not merely about what he depicted but how he depicted it, creating a visual language that was both deeply personal and universally resonant.

    Collaboration, Recognition, and a Tragic End

    Basquiat’s ascent was meteoric. In 1982, at just twenty-one years old, he participated in Documenta in Kassel, Germany, becoming the youngest artist ever to exhibit there. The following year, he showcased his work at the Whitney Biennial, further solidifying his position within the art establishment. A pivotal moment came with his friendship and artistic collaboration with Andy Warhol. The two artists pushed each other creatively, exploring themes of consumerism, celebrity, and mass media in a series of collaborative paintings. While their partnership was complex and sometimes fraught with tension, it undoubtedly elevated both artists’ profiles. Despite achieving international acclaim and financial success, Basquiat struggled with the pressures of fame and his ongoing battle with drug addiction. His work became increasingly introspective and darker as he grappled with personal demons and societal injustices. Tragically, Jean-Michel Basquiat died on August 12, 1988, at the age of twenty-seven from a heroin overdose. His untimely death cemented his status as a tragic figure—a brilliant artist whose life was cut short by addiction and the complexities of navigating the art world.

    Legacy and Lasting Influence

    In the years since his death, Basquiat’s reputation has only grown. His work continues to captivate audiences with its raw energy, intellectual depth, and unflinching social commentary. In 2017, *Untitled* (1982), a powerful depiction of a skull, sold for $110.5 million at Sotheby's, setting a new record for any U.S. artist at auction—a testament to the enduring value and cultural significance of his work. Basquiat’s influence can be seen in the work of countless contemporary artists, particularly those who explore themes of identity, race, and social justice. He paved the way for a more diverse and inclusive art world, challenging traditional notions of artistic expression and representation. His ability to seamlessly blend high and low culture—graffiti, fine art, music, poetry—continues to inspire artists today. He remains a potent symbol of creative rebellion, intellectual curiosity, and the power of art to challenge the status quo. His paintings are not merely aesthetic objects; they are windows into a complex mind grappling with profound questions about humanity, society, and the search for meaning in a chaotic world.

    Museo

    Galleria Tony Shafrazi

    In mostra a New York, Stati Uniti d'America

    Tony Shafrazi Gallery: Un'Eredità di Visione Audace

    Situata nel vibrante distretto delle gallerie di Chelsea, la Tony Shafrazi Gallery si erge come una testimonianza di coraggio artistico e curiosità intellettuale, un faro per collezionisti e conoscitori. Fondata nel 1979 dal visionario mercante d'arte Tony Shafrazi — un artista profondamente influenzato dallo spirito ribelle della sua epoca — la galleria ha coltivato una reputazione singolare nel sostenere artisti rivoluzionari e nel promuovere dialoghi che sfidano i confini convenzionali del panorama dell'arte contemporanea.

    Uno Spirito Pionieristico:

    Fin dalle sue origini, la Galleria Shafrazi ha abbracciato il rischio e sostenuto voci non convenzionali. Il suo background, sia come creatore che come curatore, ha instillato una prospettiva radicata nella ribellione artistica, una convinzione che continua a plasmare l'etica della galleria ancora oggi.

    Influenze Iniziali e Partnership Strategiche:

    Prima di stabilire il suo spazio a Chelsea, Shafrazi prestò servizio come consulente d'arte per lo Scià d'Iran, assemblando una significativa collezione d'arte occidentale per il Museo d'Arte Contemporanea di Teheran. Questa esperienza formativa ha affinato il suo occhio critico e forgiato connessioni all'interno del mercato dell'arte internazionale, legami che si sarebbero rivelati inestimabili nel delineare la traiettoria della Shafrazi Gallery.

    Celebrare la Pop Art, l'Arte Concettuale e l'Impegno Socio-Politico

    La Shafrazi Gallery si distingue per il suo incrollabile impegno nel presentare una vasta gamma di espressioni artistiche. La sua specializzazione risiede in modo prominente nella Pop Art — caratterizzata dall'abbraccio delle immagini e delle tecniche della cultura popolare — nell'arte concettuale — che privilegia l'idea rispetto all'estetica visiva — e in opere che affrontano temi socio-politici urgenti. Questa curatela deliberata riflette la convinzione di Shafrazi che l'arte debba provocare contemplazione e ispirare un impegno critico.

    Artisti Iconici in Mostra:

    Il roster della galleria vanta figure celebri che hanno ridefinito i confini artistici, tra cui Keith Haring — i cui vibranti murales hanno catturato l'energia della cultura graffiti degli anni '80 — Francis Bacon — le cui inquietanti tele esploravano temi di trauma e vulnerabilità — David LaChapelle — noto per la sua fotografia provocatoria che affronta le ansie sociali — e una costellazione di artisti emergenti che spingono le frontiere dell'esperimento.

    Architettura Minimalista e un'Atmosfera Progettata per il Dialogo

    Il design architettonico della galleria incarna la sua filosofia fondamentale: dare priorità all'impatente artistico sopra ogni altra cosa. Situata nel frenetico distretto di Chelsea, la Shafrazi Gallery mantiene un'estetica sorprendentemente minimalista, permettendo all'opera d'arte stessa di attirare l'attenzione e favorendo un ambiente propizio a una profonda riflessione. L'interno spazioso è immerso nella luce naturale, creando uno sfondo sereno per esposizioni che mirano a stimolare la curiosità intellettuale.

    Una Storia Immersa nella Ribellione Artistica e nell'Innovazione

    La storia della Shafrazi Gallery si intreccia con momenti cruciali della storia dell'arte, un racconto segnato da gesti audaci e da una dedizione incrollabile all'integrità artistica. Dalla controversa reinterpretazione spray di Guernica alle collaborazioni con artisti influenti come Warhol e Basquiat, Shafrazi ha costantemente sostenuto artisti che hanno osato sfidare le convenzioni ed esplorare territori inesplorati.

    Guardando al Futuro: Continuare un'Eredità di Eccellenza

    Oggi, la Tony Shafrazi Gallery rimane una forza vitale nella scena artistica di New York City — un deposito di patrimonio artistico e un catalizzatore per l'innovazione futura. Il suo impegno costante nel presentare mostre all'avanguardia assicura che la sua eredità di audacia e rigore intellettuale perduri per le generazioni a venire.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Tuxedo

    topimpressionists.com/it/art/download/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Basquiat, Jean Michel. Tuxedo. 1982, Galleria Tony Shafrazi. https://topimpressionists.com/it/art/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/
    APA
    Basquiat, Jean Michel (1982). Tuxedo [Painting]. Galleria Tony Shafrazi. https://topimpressionists.com/it/art/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/
    Chicago
    Jean Michel Basquiat. Tuxedo. 1982. Galleria Tony Shafrazi. https://topimpressionists.com/it/art/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/
    Harvard
    Basquiat, Jean Michel (1982) Tuxedo. Galleria Tony Shafrazi. Available at: https://topimpressionists.com/it/art/jean-michel-basquiat-tuxedo-d2yscw-it/

    Osserva da vicino

    Tuxedo — Jean Michel Basquiat

    Un sguardo ravvicinato

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    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Il nostro catalogo classifica quest'opera sotto: basquiat, tuxedo, simbolo della corona. Sei d'accordo? Cosa aggiungeresti o toglieresti?
    4. Rivedi Untitled - Testa di Diavolo, (Collezione Ampia, LA) (1981), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    5. Neoespressionismo: A rough, urgent return to figure painting in the 1980s, after years of cool abstraction. Dove si può osservare questo elemento in quest'opera?

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    Domande e risposte

    Dove e per quale scopo è consigliata "Tuxedo"?

    "Tuxedo" è consigliato per Opera iconica, e lo spazio ideale è un Soggiorno.

    In che modo contrasto e armonia si combinano in "Tuxedo"?

    L'analisi cromatica di "Tuxedo" di Jean Michel Basquiat registra un Sereno contrasto e una Tavolozza dai toni sfumati armonia.

    Dove posso vedere un'anteprima di "Tuxedo"?

    È disponibile un'anteprima di "Tuxedo" di Jean Michel Basquiat nella pagina Anteprima dell'opera.