L'ombra e la luce di Modena Francesco Stringa si muove tra le strette vie di Modena, un uomo definito dal peso degli oggetti che osserva. Nato nel 1578, le sue mani sono addestrate a cogliere le trame del mondo fisico, trovando una presenza silenziosa al servizio della corte estense. Non cerca di reinventare i cieli, ma di registrare il modo in cui la luce si deposita su una superficie, un compito che lo porterà infine alla carica di soprintendente della Galleria Estense. La sua vita è una costante devozione al linguaggio visivo del Barocco, un periodo in cui la tensione tra contorni morbidi…
Una mappa del corpus di Francesco Stringa, non ordinata per data ma per soggetto. I raggi rappresentano ciò che hanno dipinto; gli anelli indicano il periodo; e i fili tra le stelle rivelano i mecenati e i luoghi che li connettono segretamente.
Ogni sezione dell'atlante raccoglie le opere in base al loro soggetto: ritratti, scene sacre, mitologie e studi scientifici. Clicca su un elemento per portare quel gruppo in cima.
La distanza dal centro segna il tempo. L'anello più interno rappresenta il periodo iniziale; quello più esterno, gli ultimi anni. Lo stile si evolve man mano che ci si sposta verso l'esterno.
Linee colorate collegano opere legate dallo stesso patrono, committenza o tema. Traccia un contesto per vedere i cluster correlati illuminarsi tra diversi soggetti.