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      Lodovico Cigoli, 1559 – 1613

      I 12 dipinti più famosi di Lodovico Cigoli, in ordine di importanza

      Il dipinto più amato di Lodovico Cigoli è Compianto di Cristo (1599), conservato presso il Kunsthistorisches Museum, Vienna. St Francis (1597) e Painting (1590) seguono tra le tele che i lettori conoscono meglio. Il nostro catalogo contiene 18 opere di Lodovico Cigoli: ecco le 12 più famose, ognuna con il proprio anno, il proprio museo e ciò che la rende memorabile.

      Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.

      Ritratto di Lodovico Cigoli
      Lodovico Cigoli · 1559 – 1613
      Nato · morto
      1559 – 1613, Cigoli
      Movimento
      Ritorno al barocco
      Opere nel nostro catalogo
      18
      Le più famose
      Compianto di Cristo (1599)
      Più opere presso
      Collezioni di Pittura dello Stato della Baviera

      Le 10 migliori opere di Lodovico Cigoli: le tele che tutti conoscono

      Compianto di Cristo (1599) di Lodovico Cigoli
      1

      Compianto di Cristo

      1599 · Olio su tela · Kunsthistorisches Museum, Vienna

      Il Compianto di Cristo, dipinto da Cigoli nel 1599, immortala il tragico epilogo della crocifissione. La scena si concentra sul corpo senza vita di Gesù, accudito con devozione da diverse figure. Nella composizione emerge la presenza di Giuseppe d'Arimatea, uomo facoltoso e discepolo di Gesù, colui che ottenne il corpo del crocifisso dal governatore romano; egli è accompagnato da Maria mentre si prendono cura del defunto.

      Riproduzione a olio dipinta a mano da $253 27 × 37 cm Delle stesse dimensioni dell'originale $1063 145 × 194 cm Acquista nelle dimensioni originali →

      Altre tele di Lodovico Cigoli, da 11 a 12

      Dove sono esposte le tele di Lodovico Cigoli

      I 6 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.

      Musei Città Opere di Lodovico Cigoli Dipinti di questo elenco
      Collezioni di Pittura dello Stato della Baviera, MonacoCollezioni di Pittura dello Stato della Baviera Monaco 2 Saint Francis Seraphic, Saint Francis
      Kunsthistorisches Museum, ViennaKunsthistorisches Museum Vienna 1 Compianto di Cristo
      National Museum of Art, Architecture and Design, OsloNational Museum of Art, Architecture and Design Oslo 1 Painting
      Metropolitan Museum of Art, New YorkMetropolitan Museum of Art New York 1 The Adoration of the Shepherds with Saint Catherine of Alexandria
      Nationalmuseum, StoccolmaNationalmuseum Stoccolma 1 St Francis
      Museo Nazionale di Varsavia, VarsaviaMuseo Nazionale di Varsavia Varsavia 1 Christ at the house of Simon

      Le tele più amate di Lodovico Cigoli per ogni decennio

      1. 1580s
      2. 1590s
        Compianto di Cristo (1599) di Lodovico Cigoli
        1 di 12

        Compianto di Cristo

        Età 31 – 40 · Kunsthistorisches Museum

        Il Compianto di Cristo, dipinto da Cigoli nel 1599, immortala il tragico epilogo della crocifissione. La scena si concentra sul corpo senza vita di Gesù, accudito con devozione…

      3. 1600s

      Informazioni sulle tele di Lodovico Cigoli: le tue domande con risposta

      Qual è il dipinto più famoso di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Compianto di Cristo (1599), Kunsthistorisches Museum, Vienna. Seguono St Francis (1597) e Painting (1590).

      Che età aveva Lodovico Cigoli quando è stato dipinto Compianto di Cristo?Leggi la risposta

      Lodovico Cigoli, nato nel 1559, aveva 40 anni: Compianto di Cristo risale al 1599.

      Quali sono i 10 dipinti più famosi di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Compianto di Cristo, St Francis, Painting, Saint Francis Seraphic, Saint Francis, Saint Francis of Paola, Annunciation, The Adoration of the Shepherds with Saint Catherine of Alexandria, Ex Voto to the Madonna e Pietà with Saints John the Evangelist and the Magdalene. Ogni tela nella classifica sopra riportata include l'anno e il museo di appartenenza.

      Quante opere ha dipinto in tutto Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Nel nostro catalogo sono presenti 18 opere di Lodovico Cigoli, datate dal 1584 al 1600.

      Dove posso ammirare le tele più famose di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Principalmente in Collezioni di Pittura dello Stato della Baviera (Monaco), Kunsthistorisches Museum (Vienna) e National Museum of Art, Architecture and Design (Oslo); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.

      Quando ha dipinto le tele più amate Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      In 1590s, che comprende 4 delle 12 opere in questa pagina, tra cui spicca Compianto di Cristo.

      Quali sono le prime e le ultime tele famose di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      La tela più antica qui presente risale al Saint Francis of Paola (1584); la più recente al Annunciation (1600).

      A quale movimento appartiene il dipinto di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Ritorno al barocco, come mostrano le tele in questa pagina.

      Quali tele di Lodovico Cigoli sono esposte al Collezioni di Pittura dello Stato della Baviera?Leggi la risposta

      Il Collezioni di Pittura dello Stato della Baviera, Monaco custodisce 2 delle opere presenti in questa pagina, tra cui Saint Francis Seraphic e Saint Francis.

      Posso acquistare una riproduzione di una tela di Lodovico Cigoli?Leggi la risposta

      Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.

      Lodovico Cigoli: una vita nella pittura

      Giovinezza e Formazione Fiorentina

      Lodovico Cardi, conosciuto universalmente come Cigoli, emerse nel vibrante panorama artistico della Firenze tardo-cinquecentesca il 21 settembre 1559. Nato a Villa Castelvecchio, nei pressi del borgo che gli diede il nome, la formazione artistica iniziale di Cigoli avvenne sotto la guida di Alessandro Allori, fervente sostenitore del Manierismo, uno stile caratterizzato da forme allungate, pose stilizzate e composizioni spesso complesse. Questo primo apprendistato lo immerse profondamente nelle tradizioni della pittura fiorentina, ma non fu la semplice imitazione a definire il suo percorso. Egli studiò con dedizione i maestri che lo avevano preceduto: le figure potenti di Michelangelo, il dinamismo aggraziato di Correggio, la tecnica raffinata di Andrea del Sosto e l'intensità emotiva di Pontormo lasciarono tutti un segno indelebile sul giovane artista. Tuttavia, Cigoli non sarebbe rimasto confinato ai rigidi canoni del Manierismo; un cambiamento stava maturando nella sua sensibilità artistica, un mutamento che lo avrebbe infine portato ad abbracciare uno stile più espressivo e capace di risonanza emotiva. L'influenza di Santi di Tito, figura chiave del movimento della "Contromaniera", si rivelò decisiva, incoraggiandolo a superare l'artificio stilistico verso un maggiore naturalismo e una profonda intensità emotiva.

      Il Periodo Romano e la Maturità Artistica

      Intorno al 1608, Cigoli si trasferì a Roma, segnando un punto di svolta fondamentale nella sua carriera. Ottenne rapidamente riconoscimento all'interno dei competitivi circoli artistici della città, assicurandosi commissioni da illustri patroni come Massimo Massimi. Un'opera giovanile particolarmente degna di nota per Massimi fu un Ecce Homo, originariamente destinato a Palazzo Pitti. Questo dipinto divenne emblematico del clima artistico in evoluzione: Massimi aveva infatti commissionato opere sullo stesso soggetto anche a Passignano e Caravaggio, creando un affascinante punto di confronto tra tre approcci distinti all'iconografia religiosa. L'Ecce Homo stesso finì per giungere al Louvre durante l'era napoleonica, prima di essere restituito a Firenze nel 1815. Durante il suo soggiorno romano, lo stile di Cigoli subì una trasformazione significativa. Si allontanò dall'eleganza fredda delle sue prime opere fiorentine, abbracciando un uso più drammatico di luce e ombra, tavolozze cromatiche più ricche e un crescente focus sull'intensità emotiva, caratteristiche che avrebbero definito il suo stile barocco maturo. Opere come San Pietro che guarisce l'uomo paralitico nella Basilica di San Pietro mostrarono questa nuova forza, valendogli lodi dai contemporanei come Andrea Sacchi, che la celebrò come uno dei tre dipinti più belli di Roma, insieme alla Trasfigurazione di Raffaello e alla Ultima Comunione di San Girolamo di Domenichino.

      Innovazione e Influenza: Un Pittore “Divino”

      La reputazione di Cigoli crebbe vertiginosamente durante il suo periodo romano, consolidando la sua posizione di artista leader della sua epoca. Non era soltanto un abile tecnico; possedendo una straordinaria capacità di trasmettere emozione e profondità spirituale attraverso le sue opere. Baldanucci, nelle sue Notizie o vite degli artisti, conferì unicamente a Cigoli il titolo di "Divino", al pari di Michelangelo, una testimonianza dell'impatto profondo che ebbe sui suoi contemporanei. La sua influenza si estese oltre l'ambito della pittura; egli promosse una bottega florida, attirando numerosi allievi tra cui Cristofano Allori (1577–1621), Giovanni Biliverti (1576–1644), Domenico Fetti, Giovanni Antonio Lelli, Aurelio Lomi, Pietro Medici, Gregorio Pagani e Andrea Comodi (1560–1638). Ma forse il suo contributo più significativo risiedette nella sua volontà di accogliere le nuove scoperte scientifiche e integrarle nella sua arte.

      La Luna di Galileo e l'Alba di un Nuovo Linguaggio Visivo

      Cigoli godette di una stretta amicizia personale con Galileo Galilei, che considerava il più grande pittore dell'epoca — un'affermazione straordinaria da parte di un artista nei confronti di uno scienziato. Questo legame culminò in un affresco rivoluzionario per la cupola della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore a Roma. L'immagine ritraeva la Madonna in piedi su un disco lunare, ma non si trattava di una qualunque rappresentazione della luna. Era una rappresentazione basata sulle osservazioni e sui disegni dello stesso Galileo pubblicati nel suo trattato del 1610, il Sidereus Nuncius. Prima di allora, le raffigurazioni della luna nell'arte religiosa erano invariabilmente mitiche e levigate, aderenti ai modelli cosmologici platonici e tolemaici. L'affresco di Cigoli, tuttavia, presentava una superficie lunare craterizzata e fisicamente strutturata: il primo esempio esistente di come le scoperte di Galileo penetrassero la pratica delle arti visive del suo tempo. Questa rappresentazione innovativa segnalò uno spostamento verso l'accuratezza scientifica nell'arte, colmando il divario tra osservazione, conoscenza e rappresentazione artistica.

      Eredità e Grandi Opere

      Lodovico Cardi morì l'8 giugno 1613, lasciando dietro di sé una ricca eredità di dipinti che continuano a incantare il pubblico odierno. Oltre alle opere già menzionate, altri traguardi significativi includono Caino che uccide Abele, Venere e Satyr, il Sacrificio di Isacco (tutti per Palazzo Pitti) e la sua incompiuta Sepoltura di San Paolo in San Paolo fuori le Mura. Il suo affresco sulla Storia di Psiche all'interno di Villa Borghese rimane una testimonianza della sua abilità come pittore decorativo, mentre il suo Martirio di Santo Stefano a Firenze cementò ulteriormente la sua reputazione di maestro dell'espressione emotiva. L'opera di Cigoli rappresenta una transizione cruciale tra i periodi tardo-manierista e primo-barocco, fondendo l'eleganza stilistica con l'intensità drammatica e un nuovo impegno verso il realismo — un'eredità che continua a ispirare artisti e studiosi allo stesso modo. La sua volontà di abbracciare i progressi scientifici, in particolare attraverso la collaborazione con Galileo, lo identifica come una figura veramente innovativa nella storia dell'arte, capace di aiutare l'avvento di una nuova era della rappresentazione visiva.