Tra tutti i dipinti di Conrad Meyer, Elisabeth Locher, Mrs Hans Konrad Heidegger (1616 - 1673) (1661) è il più famoso; è esposto al Scottish National Gallery, a Edimburgo. A seguire troviamo Portrait of Hans Conrad Lavater (1686) e Portrait of Cleophea Lavater (1686). Tra le 3 opere di Conrad Meyer presenti nel nostro catalogo, queste 3 sono le più celebri, ognuna accompagnata dalla sua data, dal suo museo e dalla sua storia.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.
I 2 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Conrad Meyer | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Zurigo | 2 | Portrait of Hans Conrad Lavater, Portrait of Cleophea Lavater | |
| Edimburgo | 1 | Elisabeth Locher, Mrs Hans Konrad Heidegger (1616 - 1673) |
Una lunga carriera nel colore: 26 anni, dal 1661 al 1686, e le tele più celebri di Conrad Meyer per ogni anno.
Elisabeth Locher, Mrs Hans Konrad Heidegger (1616 - 1673) (1661), Scottish National Gallery, Edimburgo. Seguono Portrait of Hans Conrad Lavater (1686) e Portrait of Cleophea Lavater (1686).
Conrad Meyer, nato nel 1618, aveva 43 anni: Elisabeth Locher, Mrs Hans Konrad Heidegger (1616 - 1673) risale al 1661.
Nel nostro catalogo sono presenti 3 opere di Conrad Meyer, datate dal 1661 al 1686.
Principalmente in National Museum Zurich (Zurigo) e Scottish National Gallery (Edimburgo); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
In 1686, che comprende 2 delle 3 opere in questa pagina, tra cui spicca Portrait of Hans Conrad Lavater.
La tela più antica qui presente risale al Elisabeth Locher, Mrs Hans Konrad Heidegger (1616 - 1673) (1661); la più recente al Portrait of Hans Conrad Lavater (1686).
Il National Museum Zurich, Zurigo custodisce 2 delle opere presenti in questa pagina, tra cui Portrait of Hans Conrad Lavater e Portrait of Cleophea Lavater.
Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.
Nato a Zurigo il 3 ottobre 1618, Conrad Meyer entrò in un mondo in cui l'arte era un mestiere di famiglia. Suo padre, Dietrich Meyer il Vecchio, gli impartì le prime lezioni di pittura e incisione, gettando le basi di una disciplina tecnica che avrebbe definito l'intera sua carriera. Questo primo addestramento non rimase confinato tra le mura di un singolo studio; tra il 1638 e il 1642, Meyer attraversò Berna e Soletta prima di raggiungere la Germania. A Francoforte, cercò il confronto con Matthäus Merian il Vecchio, un incontro che probabilmente espanse la sua comprensione dell'immagine stampata.
La sua vita rimase ancorata alla Vecchia Confederazione Svizzera, eppure la sua visione era vasta e aperta. Tornò a Zurigo, dove si affermò come figura centrale nella comunità artistica locale. Il matrimonio con Susanna Murer nel 1649 lo mise in contatto con famiglie prestigiose, e suo figlio, Johannes Meyer il Giovane, avrebbe infine seguito le orme paterne nelle arti. Sebbene gran parte della sua esistenza si sia svolta entro i confini familiari di Zurigo, la sua opera rifletteva l'anima di un uomo capace di osservare con profondità il mondo circostante.
Meyer possedeva una versatilità che gli permetteva di oscillare tra la densa stesura dell'olio sulla tela e la delicata precisione dell'ago. Fu un prolifico creatore di stampe, con circa 1.000 illustrazioni e disegni giunti fino a noi. La sua mano era altrettanto abile nelle scene religiose e storiche quanto nei regni più intimi del ritratto. Accettò commissioni da committenti cattolici, producendo oltre 100 immagini incise di santi, dimostrando una straordinaria capacità di navigare nel diversificato panorama spirituale della sua epoca.
La sua produzione incisoria serviva spesso uno scopo civico. Nel 1645, realizzò un'acquaforte riguardante il galateo a tavola per la pubblicazione di Capodanno della biblioteca civica di Zurigo, un'opera destinata a istruire i giovani sul corretto comportamento. Questa tradizione di pubblicazioni annuali divenne un elemento fisso della vita culturale della città. Anche la ritrattistica rappresentò un pilastro fondamentale della sua pratica; produsse circa 200 ritratti, catturando i volti di maestri delle corporazioni, consiglieri e membri del clero con uno sguardo costante e attento.
Forse il contributo più duraturo di Meyer alla tradizione svizzera fu il suo approccio al paesaggio. Fu tra i primi a trattare il mondo naturale come un soggetto indipendente, piuttosto che come un semplice sfondo per il dramma umano. Il suo dipinto delle Cascate del Reno del 1647 è celebre per essere una delle prime rappresentazioni topograficamente accurate di quel sito. Egli non si limitò a osservare da lontano; si immerse nel territorio attraverso uno studio diretto.
Tra il 1653 e il 1657, Meyer viaggiò attraverso la Svizzera per quattro volte insieme a Jan Hackaert. Durante una spedizione del 1655 nella regione di Glarona, realizzò grandi disegni basati sull'osservazione ravvicinata dei paesaggi montani. Queste opere sono riconosciute come pietre miliari precoci nello sviluppo della pittura alpina. Documentando le alte Alpi con tale rigore topografico, egli gettò le fondamenta per le generazioni future di artisti che avrebbero cercato di catturare il carattere selvaggio e aspro del paesaggio svizzero.