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      Guy Head, 1760 – 1800

      Le 7 opere più famose di Guy Head

      Juno Receiving the Cestus from Venus (1771) è il dipinto per cui Guy Head è più celebre. Echo Flying from Narcissus (1795) e John Flaxman (1792) completano il trio delle tele più amate. Il nostro catalogo conta 7 opere di Guy Head. Ecco le 7 più famose, con l'anno, il museo e la storia di ogni tela.

      Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.

      Ritratto di Guy Head
      Guy Head · 1760 – 1800
      Nato · morto
      1760 – 1800, Carlisle
      Opere nel nostro catalogo
      7
      Le più famose
      Juno Receiving the Cestus from Venus (1771)
      Più opere presso
      National Portrait Gallery

      I dieci dipinti più amati di Guy Head

      Dove sono esposte le tele di Guy Head

      I 4 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.

      Musei Città Opere di Guy Head Dipinti di questo elenco
      National Portrait Gallery, LondraNational Portrait Gallery Londra 3 John Flaxman, Prince Augustus Frederick, Duke of Sussex, Horatio Nelson
      Detroit Institute of Arts, DetroitDetroit Institute of Arts Detroit 1 Echo Flying from Narcissus
      Museo Nazionale Marittimo, LondraMuseo Nazionale Marittimo Londra 1 Rear-Admiral Sir Horatio Nelson, 1758-1805
      Scottish National Gallery, EdimburgoScottish National Gallery Edimburgo 1 Iris

      La tela più famosa di Guy Head, decennio dopo decennio

      1. 1770s
      2. 1790s
      3. 1800s

      Le tele di Guy Head, un incontro passo dopo passo

      Per quale tela è più ricordato Guy Head?Leggi la risposta

      Juno Receiving the Cestus from Venus (1771), seguito da Echo Flying from Narcissus (1795) e John Flaxman (1792).

      Juno Receiving the Cestus from Venus: che età aveva Guy Head quando è stata dipinta?Leggi la risposta

      Guy Head, nato nel 1760, aveva 11 anni: Juno Receiving the Cestus from Venus risale al 1771.

      Quante opere ha creato Guy Head?Leggi la risposta

      Nel nostro catalogo sono presenti 7 opere di Guy Head, datate dal 1771 al 1800.

      Dove si trovano oggi le tele più famose di Guy Head?Leggi la risposta

      Principalmente in National Portrait Gallery (Londra), Detroit Institute of Arts (Detroit) e Museo Nazionale Marittimo (Londra); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.

      Quando ha dipinto le tele più famose Guy Head?Leggi la risposta

      In 1790s, che comprende 4 delle 7 opere in questa pagina, tra cui spicca Echo Flying from Narcissus.

      Quale celebre tela di Guy Head è stata realizzata per prima e quale per ultima?Leggi la risposta

      La tela più antica qui presente risale al Juno Receiving the Cestus from Venus (1771); la più recente al Rear-Admiral Sir Horatio Nelson, 1758-1805 (1800).

      Quali dipinti di Guy Head sono conservati presso il National Portrait Gallery?Leggi la risposta

      Il National Portrait Gallery, Londra custodisce 3 delle opere presenti in questa pagina, tra cui John Flaxman, Prince Augustus Frederick, Duke of Sussex e Horatio Nelson.

      Dove posso acquistare una riproduzione di un dipinto di Guy Head?Leggi la risposta

      Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.

      Scopri l'artista: Guy Head

      Il figlio di un imbianchino

      La stirpe di Guy Head ha inizio a Carlisle, dove il figlio di un imbianchino entra in contatto per la prima volta con gli strumenti del mestiere. Tuttavia, il suo destino non è quello di un semplice lavoratore delle pareti. Sotto la guida del Capitano John Bernard Gilpin, il ragazzo apprende la disciplina del disegno. Questa solida base tecnica lo conduce fino alla Royal Academy, un passo che colloca la sua mano in evoluzione nell'orbita di Sir Joshua Reynolds. Entro il 1779, la transizione da studente a espositore è completata quando presenta un ritratto di un gentiluomo all'Accademia, seguito da un altro l'anno successivo.

      L'orizzonte della sua produzione si espande durante gli anni '80 del Settecento. L'artista si muove tra le sale formali della Royal Academy e le esposizioni della Society of Artists a Spring Gardens. I suoi soggetti spaziano dal particolare al teatrale, includendo un ritratto dell'attore Henderson nei panni di Riccardo III e un paesaggio intriso della leggenda di Europa. Egli si rivela un pittore capace di spaziare sia nell'indagine dell'individuo che nella narrazione del mito.

      Gli anni romani e l'arte della copia

      L'influenza di un amico e il prestigio di Reynolds favoriscono la sua partenza dall'Inghilterra. Guy Head viaggia verso l'Italia, trovando dimora a Roma per diversi anni. Qui, la sua maestria tecnica trova una nuova applicazione: l'arte del copista. Egli non si limita a imitare; egli ricrea i maestri. Le sue interpretazioni di Correggio e Tiziano gli valgono importanti riconoscimenti. Ad Anversa, affronta la scala monumentale di Rubens, producendo grandi copie che troveranno infine il loro posto all'interno della Royal Academy.

      Il suo periodo romano definisce la sua straordinaria versatilità. Egli riesce a bilanciare la precisione richiesta dalla ritrattistica con le esigenze decorative dei soggetti classici. Le sue mani si muovono con agilità tra il realismo di un volto contemporaneo e le forme idealizzate dell'antichità.

      Un ritorno improvviso

      I sussulti politici del 1798 lo costringono a tornare in Inghilterra. Guy Head rientra nella sua patria portando con sé il peso di un imponente lavoro: una vasta collezione di disegni, copie e varie altre opere destinate all'esposizione. L'ambizione di una grande mostra rimane però incompiuta. Il 16 dicembre 1800, a Londra, l'opera si interrompe bruscamente. La sua morte improvvisa lascia le sue collezioni destinate a essere disperse tramite asta nel 1805.

      La sua eredità è frammentaria. Sebbene la sua reputazione svanisca poco dopo la morte, la sua iconografia persiste attraverso le mani di altri artisti. Nel 1814, le opere Eco e Iris vengono incise da J. Folo, mentre una testa di cavallo viene resa da C. Turner. Egli rimane una figura emblematica della fine del XVIII secolo, un pittore di ritratti e di temi classici la cui vita fu interrotta prima che le sue piene intenzioni potessero essere realizzate.