La presenza silenziosa di Jean Pannard
Parigi, 1909. Una vita ha inizio nel cuore della Francia, preparando il terreno per una carriera definita dal pennello e dalla tela. Jean Pannard attraversa la metà del XX secolo, un periodo di profonda trasformazione per l' arte francese. La sua esistenza è segnata da un impegno costante e focalizzato nel medium dell' olio su tela, una pratica che lo avrebbe portato dalle vivaci strade di Parigi ai paesaggi più tranquilli di Nyons, dove infine morì nel 1971.
La sua opera vive nella tensione tra il riconoscibile e l'astratto. In un momento, cattura il movimento dell'acqua e della luce nel 1960 con Barques on the Seine, un pezzo conservato presso il Musée Alphonse-georges Poulain di Vernon. In un altro, vira verso il non-figurativo, producendo composizioni che spogliano il letterale per trovare un diverso tipo di ordine.
Una vita fatta di pigmento e forma
La traiettoria della produzione di Pannard rivela un pittore profondamente radicato nel tessuto artistico francese. Il suo rapporto con lo Stato e le collezioni pubbliche è documentato attraverso varie acquisizioni e depositi. La storia del suo lavoro non è solo una questione di creazione, ma anche di recupero e riscoperta.
Tra le tappe fondamentali e le opere documentate figurano:
- L'opera del 1960 Barques on the Seine, attualmente parte della collezione del Musée Alphonse-georges Poulain.
- Il deposito del 1955 di Chevet de Notre-Dame, un'opera registrata negli inventari del Cnap.
- Il pezzo del 1959 La tour magne, uno studio di dimensioni 39,5 x 30 cm.
- Le composizioni astratte della metà degli anni '60, come le sue opere a olio su tela del 1964-65.
Il peso della tela
La storia dell'arte trova spesso i suoi svolte più inaspettate su un marciapiede. Nel marzo 2018, un frammento dell'eredità di Pannard, Chevet de Notre-Dame, è stato ritrovato tra oggetti scartati a Montpellier. Non si è trattato di un ritrovamento qualunque; il dipinto era stato depositato nel 1955 presso il municipio di Montbrison dallo Stato ed era stato un elemento mancante degli inventari del Cnap per anni. La sua improvvisa ricomparsa evidenzia la natura precaria dell'arte fisica e il ritorno improvviso e netto di una storia perduta.
La sua tecnica rimane radicata nella realtà tattile dell'olio. Che stia navigando la geometria strutturata di una composizione astratta o le linee fluide di una scena fluviale, la mano del pittore è evidente nella texture del colore. Egli rimane una figura del ventesimo secolo, un pittore le cui opere continuano a riemergere, passando dalle silenziose sale dei musei alle imprevedibili strade della Francia.