L'evoluzione artistica di Louise Fishman
Nata a Philadelphia, negli Stati Uniti, Louise Fishman è stata una pittrice astratta americana che ha trascorso molti anni vivendo e lavorando a New York. La sua prima fase creativa, negli anni '60, è stata caratterizzata dalla produzione di opere basate prevalentemente sulla struttura a griglia. Con il rafforzarsi del movimento femminista durante gli anni '70, l'artista si è allontanata da queste composizioni di ispirazione minimalista per approdare a opere che riflettevano i compiti tradizionali femminili, adottando processi ripetitivi simili al lavoro a maglia, al cucito o all'assemblaggio di tessuti. Le sue composizioni fondevano spesso una pennellata gestuale con una struttura ordinata, costruendo strati sovrapposti di forme che si intrecciano tra loro.
Negli anni '80, le sue opere di grandi dimensioni, come Grand Slam (1985), sono state talvolta descritte dalla critica come dotate di elementi neo-espressionisti. In seguito a un viaggio a Varsavia, Praga e Budapest nel 1988, Fishman ha iniziato a indagare la propria identità ebraica. Questo periodo ha visto l'artista mescolare le ceneri di Auschwitz alla cera d'api per utilizzarle nei suoi colori per la serie Remembrance and Renewal, dando vita a opere che fungevano sia da arte astratta che da monumenti commemorativi. All'inizio degli anni '90, è tornata alla pittura a griglia in un formato leggermente alterato, come si può osservare in opere quali Sipapu (1991) e Shadows and Traces (1992).
Mostre e riconoscimenti
Nel corso della sua carriera, l'opera di Fishman è stata protagonista di numerose esposizioni in varie città, tra cui: