Il dipinto più amato di Maius è Portrait of Tjetske Rosema van Fogelsangh (1666), conservato presso il Fries Museum, Leeuwarden. Il nostro catalogo contiene 1 opere di Maius: ecco le 1 più famose, ognuna con il proprio anno, il proprio museo e ciò che la rende memorabile.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.
Il museo che custodisce la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Maius | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Leeuwarden | 1 | Portrait of Tjetske Rosema van Fogelsangh |
Portrait of Tjetske Rosema van Fogelsangh (1666)
Nel nostro catalogo sono presenti 1 opere di Maius.
Principalmente in Fries Museum (Leeuwarden); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.
Maius fu un monaco, pittore, illustratore e miniaturista mozarabico che operò nello scriptorium di San Salvador de Tábara tra il 926 e il 968 circa. La sua figura riveste un'importanza fondamentale nella tradizione dei manoscritti miniati mozarabici del Beato, in particolare grazie al suo lavoro sul Morgan Beatus (conosciuto anche come Escalada Beatus), risalente intorno al 950. Questo prezioso manoscritto è riconosciuto come una delle più antiche copie miniate del commento di Beato all'Apocalisse.
La sua maestria tecnica emerge con chiarezza nelle sue eleganti miniature e nelle sue composizioni equilibrate e ricche di dettagli. Nel Morgan Beatus, Maius firma la sua opera in due occasioni: una sul folio 233v con l'iscrizione MAIUS MEMENTO e l'altra attraverso un acrostico nel colofone al folio 293r. La sua eccellenza come illuminatore era tale che un suo allievo lo definì archipictor, ovvero maestro pittore.
Le opere di Maius sono caratterizzate da elementi distintivi che definiscono l'essenza stessa della tradizione mozarabica. Le sue illuminazioni si distinguono per una profonda sensibilità estetica che fonde sacro e decorativo.
Le sue composizioni rivelano una profonda consapevolezza dell'arte andalusa, evidente nell'uso di archi a ferro di cavallo e di specifici motivi decorativi. Ad esempio, nella scena del Banchetto di Baldassarre, le figure siedono sotto un arco a ferro di cavallo decorato con l'alternanza di piastrelle bianche e rosse, un elemento tipico della moschea di Cordova. Il suo stile mostra affascinanti connessioni con le illuminazioni della Bibbia di Valeránica e con lo scriptorium di San Martí de Tours.