Painting (1900) è il dipinto per cui Mathilde Smith è più celebre; appartiene al Eidsvoll 1814, Eidsvoll. Il nostro catalogo conta 2 opere di Mathilde Smith. Ecco le 2 più famose, con l'anno, il museo e la storia di ogni tela.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Ottobre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.
Il museo che custodisce la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Mathilde Smith | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Eidsvoll | 2 | Painting, Painting |
Painting (1900)
Nel nostro catalogo sono presenti 2 opere di Mathilde Smith.
Principalmente in Eidsvoll 1814 (Eidsvoll); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
Il Eidsvoll 1814, Eidsvoll custodisce 2 delle opere presenti in questa pagina, tra cui Painting e Painting.
Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.
Il panorama dell'arte norvegese del XIX secolo trova una voce distinta nelle opere di Mathilde Smith. Nata a Oslo nel 1824, iniziò la sua formazione accademica presso la Royal Drawing School di Christiania sotto la guida di Johannes Flintoe. Entro il 1850, la sua traiettoria artistica si orientò verso le rigorose tradizioni accademiche della Scuola di Düsseldorf. Studiando con Hans Gude e Johann Wilhelm Schirmer, assorbì un linguaggio visivo peculiare: una predilezione per tavolozze scure, una cura meticolosa per il dettaglio e il drammatico intreccio tra montagne e mare. La sua produzione giovanile riflette questo apprendistato, inclinandosi spesso verso il romanticismo nazionale dell'epoca.
Nel 1852, una borsa di studio statale per i viaggi le permise di avventurarsi nei terreni impervi del Telemark. Viaggiando accanto ad Aasta Hansteen, seppe catturare l'essenza stessa della natura selvaggia norvegese. Questo periodo produsse opere come Landskap med tjern, dove l'influenza dei suoi mentori incontra la cruda realtà topografica del paesaggio norvegese. Le sue composizioni integravano spesso figure in costumi tradizionali, radicando la drammaticità del panorama in una specifica identità culturale.
Con il passare dei decenni, i toni pesanti e cupi della sua giovinezza iniziarono a recedere. Un cambiamento significativo avvenne alla fine degli anni Sessanta dell'Ottocento: le ombre che un tempo dominavano le sue tele cedettero il passo a un approccio più leggero e luminoso, che richiamava lo stile di Johan Fredrik Eckersbergs. Questa transizione non fu un semplice mutamento cromatico, ma un cambiamento fondamentale nella sua percezione dell'atmosfera del Nord.
La sua maturità artistica fu segnata da importanti tappe professionali e spostamenti geografici:
Il cambiamento della sua tavolozza fu notato dai contemporanei. Mentre molti artisti cercavano i toni scuri e invernali del paesaggio norvegese, le opere tardive di Mathilde Smith, come Henover Hardangerfjords Vande, abbracciarono il calore delle giornate soleggiate. Questa evoluzione verso la luminosità permise alle sue opere di diventare vere e proprie fonti di luce all'interno degli spazi domestici dei suoi spettatori.
Mathilde Smith rimase una dedita osservatrice del mondo naturale fino alla sua morte, avvenuta nel 1882. La sua capacità di navigare il passaggio dal romanticismo dettagliato e oscuro della metà del secolo verso gli stili più atmosferici e luminosi della fine del 1800 la consacra come figura versatile nella storia dell'arte norvegese. Fu una delle rare donne del suo tempo a stabilire una presenza professionale come pittrice di paesaggi, muovendosi con autorevolezza tra i circoli accademici di Düsseldorf e i mercati urbani di Monaco. Morì a Lovisenberg, lasciando un'eredità artistica capace di catturare la luce mutevole del paesaggio norvegese.