Il dipinto più amato di Max Koner è Emperor Wilhelm II (1890). Prince Herbert Bismarck (1898) e Bildnis des Archäologen Ernst Curtius by Max Koner (1896) seguono tra le tele che i lettori conoscono meglio. Il nostro catalogo contiene 3 opere di Max Koner: ecco le 3 più famose, ognuna con il proprio anno, il proprio museo e ciò che la rende memorabile.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.
Il museo che custodisce la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Max Koner | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Berlino | 1 | Bildnis des Archäologen Ernst Curtius by Max Koner |
Un decennio di pittura, da 1890 a 1898, racchiuso nelle tele datate di Max Koner presenti in questa pagina: percorrile anno dopo anno.
Emperor Wilhelm II (1890), seguito da Prince Herbert Bismarck (1898) e Bildnis des Archäologen Ernst Curtius by Max Koner (1896).
Max Koner, nato nel 1854, aveva 36 anni: Emperor Wilhelm II risale al 1890.
Nel nostro catalogo sono presenti 3 opere di Max Koner, datate dal 1890 al 1898.
Principalmente in Alte Nationalgalerie (Berlino); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
La tela più antica qui presente risale al Emperor Wilhelm II (1890); la più recente al Prince Herbert Bismarck (1898).
Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.
Max Johann Bernhard Koner iniziò il suo percorso artistico tra gli studi di Berlino. Tra il 1873 e il 1878, frequentò le aule della Accademia di Belle Arti prussiana, apprendendo sotto lo sguardo di maestri del calibro di Eduard Daege, Anton von Werner, Eduard Holbein e Max Michael. Nelle sue prime opere, le mani dell'artista erano più abituate alle trame silenziose dei paesaggi. Il suo spirito errante lo portò in Italia nel 1else 175 e successivamente a Parigi nel 1878 per proseguire i suoi studi; furono proprio questi anni lontano da Berlino a plasmare la sua visione della luce e della forma, prima che decidesse di volgere definitivamente l'attenzione verso la figura umana.
Nel 1886, la sua vita privata e quella professionale si intrecciarono indissolubilmente con il matrimonio con Sophie Schäffer. Ella, che era stata sua allieva, divenne sua compagna in una vita interamente dedicata al pennello. Negli anni più maturi della sua carriera, con l'aumentare delle commissioni per i ritratti, Sophie lo assistette spesso curando gli sfondi e i dettagli minuziosi degli abiti nelle sue tele.
Il passaggio dal paesaggio alla ritrattistica definì i suoi decenni più maturi. Tra il 1888 e il 1900, l'artista completò oltre cento ritratti, trovando un posto d'onore nell'alta società di Berlino e ottenendo il riconoscimento della corte imperiale e delle varie casate nobiliari. Nel 1893, la sua eccellenza fu sancita dall'accoglimento come membro dell'Accademia.
Il suo pennello seppe catturare l'essenza di molte figure illustri della sua epoca, tra cui:
Nel 1894, uno dei suoi ritratti del Kaiser gli valse una medaglia d'oro alla Große Berliner Kunstausstellung. Questo periodo di feconda attività fu caratterizzato da un flusso costante di richieste provenienti dai vertici della società tedesca.
L'impegno di Koner nella comunità artistica andò ben oltre la tela. Partecipò attivamente al comitato incaricato di scegliere gli artisti per le figurine prodotte dalla compagnia cioccolatiera Stollwerck, un ruolo che richiedeva uno sguardo acuto capace di intuire ciò che avrebbe affascinato il grande pubblico attraverso piccole immagini stampate.
L'artista morì a Berlino nel 1900, all'età di quarantasei anni. Fu sepolto presso i Friedhöfe vor dem Halleschen Tor. Sebbene Fritz Klimsch avesse un tempo pianificato un monumento in suo onore, l'opera non fu mai realizzata. La sua vita si concluse proprio come era stata vissuta: profondamente radicata negli studi e nei circoli sociali della sua città natale.