Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
La poetica tattile di Ana Martins Nel panorama contemporaneo dell'arte tessile, poche voci risuonano con tanto intrigo strutturale e profondità ancestrale come quella di Ana Martins, conosciuta nel mondo dell'arte internazionale con il suo pseudonimo, aheneah. Artista portoghese nata nel 1996, Martins ha coltivato una pratica che vive all'intersezione tra memoria e materialità. La sua opera non si limita a occupare lo spazio; lo abita,
intrecciando i delicati fili della tradizione storica con il linguaggio audace e spesso inquietante dell'installazione moderna. Con base a New York, la sua identità creativa è profondamente radicata nella transizione dall'analogico al digitale—un periodo di instabilità che alimenta la sua fascinazione per il modo in cui materiali, tecnologie e percezioni siano in costante mutamento. Le fondamenta della pratica di Martins poggiano su…