Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
Una vita incisa nel simbolismo: il mondo inquietante di Béla Kondor Béla Kondor, un nome che risuona con gli echi dell'arte ungherese del dopoguerra, era molto più di un semplice pittore; era un poeta visivo, un innovatore instancabile che ha canalizzato il tumulto personale e le ansie sociali in un corpus di opere che continua a affascinare e turbare. Nato a Pestszentlőrinc nel 1931, la giovinezza di Kondor fu segnata dai sconvolgimen
ti della guerra e da un talento artistico nascente, riconosciuto già durante gli anni scolastici. Non si limitava a schizzare paesaggi; era già alle prese con la forma e l'emozione, creando nature morte insieme a versi e meticolosamente curati modelli di aeroplani – un primo indizio di una fascinazione duratura per il volo, inteso sia come fuga letterale che come aspirazione metaforica. Il trasferimento della sua famiglia ad Angyalföld…