Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
Il Cronista Urbano Max Ferguson cattura una versione di New York che sta già sfuggendo tra le nostre dita. La sua opera si concentra sui paesaggi urbani in via di sparizione della metropoli e dei suoi dintorni, resi con una precisione che appare allo stesso tempo immediata e d'archivio. Egli non si limita a dipingere scene; egli documenta la scomparsa di specifiche texture e di particolari giochi di luce. Il suo approccio affonda le rad
ici in una disciplina meticolosa, una maestria che ha iniziato a sviluppare già da adolescente attraverso il faticoso processo dei film d'animazione disegnati a mano. Questo rigore tecnico lo ha portato infine a conseguire una laurea in cinema presso la New York University nel 1980, ma la sua traiettoria è mutata durante un anno trascorso alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam. Fu proprio lì, all'età di 19 anni, che il suo interess…