Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
L'Architettura della Visione Tallinn, 1959. Un neolaureato emerge dall'Istituto Statale d'Arte, portando con sé una prospettiva che inizia a trasformare il panorama della grafica estone. Peeter Ulas non si limita a disegnare; egli costruisce. Le sue prime opere a matita sono inquiete, flirtano con i confini del Surrealismo, spingendosi oltre i limiti del conosciuto. Questi non sono semplici schizzi, ma esplorazioni di una audace e utopi
ca percezione spaziale. Egli guarda una superficie bianca e vi scorge un mondo che non esiste ancora, un luogo in cui la geometria e l'inconscio collidono. Le linee sono precise ma allo stesso tempo inquietanti. In questi anni formativi, Ulas si allontana dal letterale, optando invece per visioni immaginarie che sfidano il senso del luogo dello spettatore. Costruisce ambienti che appaiono al contempo strutturati e impossibili, marchio…