Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
L'ombra veneziana a Innsbruck Innsbruck, 1698. Un bambino nasce nel cuore del paesaggio alpino, ma il richiamo dell'Adriatico si avverte già nel lignaggio della sua formazione. Philipp Haller si sposta dalle montagne verso la luce di Venezia, dove l'influenza di Giovanni Battista Piazzetta inizia a radicarsi profondamente. Questo non è un semplice apprendistato; è un mutamento fondamentale nel modo in cui egli percepisce l'interazione t
ra luce e ombra. Assorbe un linguaggio visivo specifico, definito dalla tensione tra superfici ampie e luminose e i bordi netti e frastagliati di ombre profonde. Ritorna infine a Innsbruck, portando con sé questa intensità veneziana nel cuore dell'Austria. Le sue mani trovano dimora negli spazi sacri della regione. Si muove tra la Chiesa dei Gesuiti e il Monastero dei Serviti, lasciando il suo segno sugli altari di Stift Wilten e Stift…