Scegli un'atmosfera e la stanza stessa risponderà: la luce si rinfresca o si scalda, l'aria cambia ritmo e solo le opere che racchiudono quella sensazione emergono dal buio. Tutto il resto recede nell'ombra.
Una vita plasmata dall'argilla e dalla tela Wilson Bigaud ha iniziato il suo percorso a Port-au-Prince, in Haiti, trovando la sua prima espressione attraverso il mondo tattile della scultura. Fin da bambino, lavorava l'argilla, modellando figure che catturavano il peso e la presenza della terra stessa. Questa precoce attenzione alla forma tridimensionale gli ha conferito un modo unico di percepire il volume e la luce, una maestria che
avrebbe successivamente definito i suoi dipinti. La sua strada è cambiata quando DeWitt Peters lo incoraggiò ad allontanarsi dall'arte dell'intaglio per dirigersi verso la superficie bidimensionale della tela. La leggendaria figura di Hector Hyppolite giocò un ruolo fondamentale nel condurre Bigaud al Centre d'Art nel 1946. Attraverso questo legame, l'artista si ritrovò parte di una comunità in cui l'arte era profondamente intrecciata…