Vita, Famiglia e Formazione
Anversa, 24 dicembre 1635. Filippo Brueghel entra nel mondo attraverso il battesimo, secondo figlio di Jan Brueghel il Giovane e Anna-Maria Janssens. La sua stirpe è un fitto intreccio di talento artistico fiammingo: sua madre è la figlia del pittore di scene storiche di Anversa, Abraham Janssens. Attraverso il padre, egli è il nipote di Jan Brueghel il Vecchio, figura centrale della scena artistica di Anversa nel XVII secolo. La bottega di famiglia è un luogo di costante produzione, dove Filippo cresce accanto ai suoi fratelli, Jan Pieter, Abraham, Ferdinand e Jan Baptist, tutti destinati a raggiungere il successo come artisti.
La formazione ha inizio tra le mura della bottega paterna. Qui, le fondamenta tecniche di pittore e incisore vengono gettate attraverso l'istruzione diretta. Entro l'anno della gilda 1654-1655, Filippo passa dallo status di apprendista a quello di membro riconosciuto della Gilda di San Luca di Anversa. Entra nella gilda come un wijnmeester, la designazione riservata ai figli dei maestri. Questo titolo segna la sua formale integrazione nella struttura professionale della comunità artistica della città.
Attività tra Parigi e Anversa
Se la bottega di Anversa ne costituisce le basi, la sua traiettoria artistica subisce una svolta nel 1658. Un contratto, sottoscritto dal padre Jan Brueghel il Giovane, lo invia a Parigi per un periodo di tre anni. Egli si trasferisce nella casa dello zio Jan Valdor, marito di Catherine Janssens, sorella della madre. Questo soggiorno in Francia rappresenta un distacco dai confini immediati della gilda di Anversa, immergendolo in un ambiente artistico differente per diversi anni.
Verso il 1661, il capitolo parigino si conclude. L'artista ritorna ad Anversa, la città della sua nascita e della sua formazione. La sua presenza nella capitale fiamminga viene registrata per l'ultima volta nel 1662; dopo tale data, le tracce della sua attività diventano difficili da seguire, scomparendo dai registri cittadini.
Opere Chiave e Stile
Filippo Brueghel si muove con agilità tra i generi, dedicando il suo talento alla natura morta, alla pittura di storia e al paesaggio. Il suo approccio alla natura morta diverge dai modelli stabiliti dai suoi fratelli: mentre i suoi consanguinei si concentravano prevalentemente su soggetti floreali, Filippo persegue una direzione più originale. Ciò emerge chiaramente nell'opera intitolata Luci, barbi e altri pesci in una ciotola, sedano, ravanelli, zucche, meloni e un cesto di frutta davanti a un muro di pietra. Firmata PHILVPS BREVGHEL, questa composizione è conservata presso il McMaster Museum of Art. Essa rappresenta una rottura rispetto alle tipiche composizioni floreali della famiglia, optando invece per una diversificata collezione di texture e forme organiche.
Il tocco dell'artista si ritrova anche nella pittura di storia. Si ritiene che sia l'autore della Caduta di Fetonte, un'opera firmata P Breughel e conservata presso la Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe. La sua produzione rimane tuttavia limitata, con pochissime opere note ad oggi. Filippo Brueghel resta una figura distinta all'interno della stirpe dei Brueghel, capace di ritagliarsi una nicchia specifica attraverso la varietà di questi soggetti.