Una vita tra scienza e arte
Nato a Le Moule, in Guadalupa, Pierre Jérôme Lordon condusse un'esistenza capace di tessere un legame profondo tra il rigore dell'ingegneria e la sensibilità delle belle arti. Dopo il trasferimento nella Francia continentale all'età di tredici anni, frequentò l'École centrale des travaux publics, che in seguito sarebbe diventata la prestigiosa École polytechnique. Il suo primo percorso professionale fu segnato dal servizio tecnico: lavorò brevemente come ingegnere geografico e, nel 1803, prestò servizio come sottotenente dell'artiglieria. Tuttavia, la sua devozione verso la tela fu tale da indurlo infine a rassegnare l'incarico militare per dedicarsi interamente alla pittura. Affinò il suo talento nello studio di Pierre-Paul Prud'hon, con il quale instaurò un profondo sodalizio artistico, studiando inoltre sotto la guida dello scultore Lemire.
Traguardi artistici ed eredità
Lordon fu un protagonista costante dei Salon tra il 1806 e il 1838. Il suo talento fu riconosciuto precocemente quando ottenne una medaglia d'oro al Salon del 1808 per la sua opera Communion d'Atala. La sua maestria nella pittura di storia fu ulteriormente sancita al Salon di Bruxelles nel 1811, dove l'opera Son Agar et son enfant renvoyés par Abraham si aggiudicò un secondo premio. Nel corso della sua carriera, ricoprì la carica di maestro di disegno presso l'École Polytechnique fino al suo ultimo soggiorno a Parigi. La sua eredità artistica continuò a vivere attraverso il figlio, Jean-Abel Lordon, che fu suo allievo e che a sua volta divenne un pittore.
Tra le sue opere più significative ricordiamo: