Tra tutti i dipinti di Roa, Untitled (2010) è il più famoso; è esposto al Nuart Festival, a Stavanger. A seguire troviamo Whale (2013) e Whale (2013). Tra le 7 opere di Roa presenti nel nostro catalogo, queste 7 sono le più celebri, ognuna accompagnata dalla sua data, dal suo museo e dalla sua storia.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026.
Although macabre in subject matter, there is a gentle push for us to reconnect with nature embedded in ROA’s artwork. Primarily using animals native to the walls he paints, the Belgian artist combines three stages of what a living body goes through in the biological cycle during life, death and after-life. With his signature style and detailed black linework, ROA’s larger than life animals occupy walls worldwide and are easily…
Although macabre in subject matter, there is a gentle push for us to reconnect with nature embedded in ROA’s artwork. Primarily using animals native to the walls he paints, the Belgian artist combines three stages of what a living body goes through in the biological cycle during life, death and after-life. With his signature style and detailed black linework, ROA’s larger than life animals occupy walls worldwide and are easily…
I 5 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Roa | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Stavanger | 3 | Untitled, Whale, Whale | |
| Londra | 1 | Landscape with Sportsmen and Game (detail) | |
| Buenos Aires | 1 | Untitled | |
| San Miguel de Allende | 1 | Horse | |
| Washington D.C. | 1 | Roa, London |
Da 2010 a 2013, per un totale di 4 anni, le tele datate di Roa raccontano una breve storia: eccola, anno dopo anno.
Although macabre in subject matter, there is a gentle push for us to reconnect with nature embedded in ROA’s artwork. Primarily using animals native to the walls he…
Although macabre in subject matter, there is a gentle push for us to reconnect with nature embedded in ROA’s artwork. Primarily using animals native to the walls he…
Untitled (2010), Nuart Festival, Stavanger. Seguono Whale (2013) e Whale (2013).
Roa, nato nel 1975, aveva 35 anni: Untitled risale al 2010.
Nel nostro catalogo sono presenti 7 opere di Roa, datate dal 2010 al 2013.
Principalmente in Nuart Festival (Stavanger), Dulwich Outdoor Gallery (Londra) e Graffitimundo (Buenos Aires); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
In 2013, che comprende 2 delle 7 opere in questa pagina, tra cui spicca Whale.
La tela più antica qui presente risale al Untitled (2010); la più recente al Whale (2013).
Il Nuart Festival, Stavanger custodisce 3 delle opere presenti in questa pagina, tra cui Untitled, Whale e Whale.
Roa, un nome sussurrato nel mondo dell’arte di strada e sempre più riconosciuto all'interno delle gallerie contemporanee, è molto più di un semplice murale. È un narratore visivo che infonde vita ai paesaggi urbani, trasformando cemento e acciaio in ecosistemi intimi e profonde riflessioni sul rapporto tra il mondo naturale e l’umanità. Nato a Ghent, in Belgio, nel 1975 – la cui vera identità rimane deliberatamente celata nell'anonimato – Roa è diventato sinonimo di ampie rappresentazioni in bianco e nero di animali, trasformando gli spazi urbani in immagini evocative e potenti.
L’inizio della sua carriera artistica fu caratterizzato da un approccio crudo e quasi ribelle: dipingere edifici abbandonati e magazzini a Ghent – spazi spesso trascurati e dimenticati. Questo periodo iniziale affinò le sue capacità tecniche e sviluppò una comprensione di come catturare l’attenzione su scala monumentale. Tuttavia, fu il suo passaggio all'incorporazione di specie autoctone nei suoi murales a definire la sua voce artistica. Con meticolosa ricerca, Roa sceglie gli animali che rappresenta, selezionando creature profondamente legate alla città o alla regione in cui lavora. Un topo a New York City, un airone a Londra, un elefante a Bangkok – ogni animale sembra intrinsecamente legato al suo ambiente, creando un senso di luogo e appartenenza potente.
Ciò che distingue immediatamente il lavoro di Roa è la sua estetica minimalista. Raramente utilizza colori, optando invece per il netto contrasto tra bianco e nero. Questa restrizione deliberata costringe gli spettatori a concentrarsi sulla forma, la texture e la composizione. L'assenza di colore amplifica la presenza dell’animale, conferendogli una qualità quasi spettrale – un promemoria della sua vulnerabilità e resilienza. Tuttavia, all'interno di questa semplicità risiede una notevole profondità e prospettiva. Roa utilizza magistralmente l'ombreggiatura e lo spazio negativo per creare illusioni di tridimensionalità, attirando l’occhio nel murale e invitando alla contemplazione prolungata.
La sua tecnica è sorprendentemente semplice. Utilizza principalmente la vernice spray, un mezzo spesso associato allo spirito ribelle dell'arte di strada. Tuttavia, l'applicazione di Roa non è casuale; è caratterizzata da precisione, controllo e una quasi meditazione concentrata. Come ha osservato un critico, “ROA tratta ogni superficie su cui dipinge come uno spazio da investigare, giocare e adattare le sue creature. La perfezione tecnica del suo dipinto nasconde una risorsa sottostante con strumenti semplici.” Questa dedizione al mestiere eleva il suo lavoro oltre la semplice graffiti, trasformandolo in una forma sofisticata di arte visiva.
I murales di Roa hanno adornato città in tutto il mondo – da Los Angeles e New York a Melbourne e Buenos Aires. Non si limita a riprodurre immagini; risponde al carattere unico di ogni luogo. A Londra, ad esempio, la sua rappresentazione di un airone è stata informata dalla ricca storia marittima della città e dal suo legame con gli uccelli. Allo stesso modo, a Rochester, NY, il suo murale di lucertole spinose ha fatto riferimento all'ecosistema desertico locale. Questo impegno per la localizzazione è centrale nella filosofia artistica di Roa – cerca di creare opere che risuonino sia con l’animale stesso che con la comunità in cui vive.
Il suo lavoro è stato esposto in gallerie prestigiose come la Skalitzers Contemporary Art Gallery a Berlino e la Pure Evil gallery a Londra, dimostrando un crescente riconoscimento del suo talento nel mondo dell'arte più ampio. Un monografie, “ROA – CODEX”, pubblicata nel 2019, fornisce una panoramica completa della sua carriera, presentando una vasta gamma di opere attraverso i continenti.
Sebbene i murali di Roa siano innegabilmente visivamente impressionanti, portano anche un peso simbolico più profondo. Gli animali che rappresenta spesso simboleggiano temi di vulnerabilità, resilienza e interconnessione di tutte le creature viventi. La sua scelta di rappresentare animali frequentemente trascurati o marginalizzati – topi negli ambienti urbani, ad esempio – riflette una preoccupazione più ampia per la giustizia sociale e la consapevolezza ambientale. Come ha osservato un osservatore, “Gli animali sono abbinati al loro luogo, con topi a New York City e elefanti a Bangkok.”
Il lavoro di Roa non è solo celebrare la fauna selvatica; è un invito a riconsiderare il nostro rapporto con il mondo naturale e a riconoscere la bellezza e l'importanza anche delle creature più insignificanti. I suoi murales fungono da narrazioni silenziose, invitando gli spettatori a fermarsi, riflettere e impegnarsi in un dialogo sulla futura del nostro pianeta.