Il dipinto più amato di Simon Maris è Girl Warming Herself by Fireplace (1920), conservato presso il Museum De Waag, Deventer. Portrait H. van Dam Azn. (1919) e Portrait of Mrs H.L. Merens Houtman (1922) seguono tra le tele che i lettori conoscono meglio. Il nostro catalogo contiene 6 opere di Simon Maris: ecco le 5 più famose, ognuna con il proprio anno, il proprio museo e ciò che la rende memorabile.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato come una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, oppure come una stampa d'arte, realizzata nelle dimensioni da te scelte.
I 3 musei che ospitano la maggior parte dei dipinti presenti in questa pagina.
| Musei | Città | Opere di Simon Maris | Dipinti di questo elenco |
|---|---|---|---|
| Deventer | 1 | Girl Warming Herself by Fireplace | |
| Amsterdam | 1 | Portrait H. van Dam Azn. | |
| Amsterdam | 1 | Isabella |
Girl Warming Herself by Fireplace (1920), Museum De Waag, Deventer. Seguono Portrait H. van Dam Azn. (1919) e Portrait of Mrs H.L. Merens Houtman (1922).
Simon Maris, nato nel 1873, aveva 47 anni: Girl Warming Herself by Fireplace risale al 1920.
Nel nostro catalogo sono presenti 6 opere di Simon Maris, datate dal 1895 al 1924.
Principalmente in Museum De Waag (Deventer), Historisch Museo (Amsterdam) e Rijksmuseum (Amsterdam); l'elenco sopra riporta ogni museo e le sue tele.
In 1920s, che comprende 3 delle 5 opere in questa pagina, tra cui spicca Girl Warming Herself by Fireplace.
La tela più antica qui presente risale al Isabella (1895); la più recente al Meinard Merens (1924).
Sì. Ogni dipinto in questa pagina può essere ordinato dalla propria pagina dedicata come riproduzione a olio dipinta a mano, oppure come stampa fine art, nelle dimensioni da te scelte.
L'Aia, 1873. Simon Willem Maris entra nel mondo come figlio di Willem Maris, un uomo già consolidato nelle tradizioni paesaggistiche della Scuola dell'Aia. I suoi primi anni sono definiti dall'ombra del pennello paterno. Inizia la sua formazione proprio sotto quella stessa mano, apprendendo la meccanica del colore e della luce attraverso una diretta discendenza. Tuttavia, i paesaggi pesanti e realistici di suo padre non riescono a trattenerlo; un richiamo differente lo attende altrove.
Il cammino lo conduce lontano dal suolo familiare dell'Aia verso la Reale Accademia di Belle Arti di Anversa. Nel 1895, vi si iscrive seguendo un modello familiare stabilito dai suoi zii, Matthijs e Jacob. Questo periodo in Belgio introduce un mutamento nel suo linguaggio visivo. Attraversa Bruxelles, Parigi e l'Italia, assorbendo la luce del Mediterraneo e l'atmosfera della capitale francese. Entro il 1900, la transizione è completa: si stabilisce ad Amsterdam.
Amsterdam diventa il centro della sua orbita. Il suo studio sul Spui e la sua dimora su Keizersgracht si trasformano in punti di incontro per una nuova generazione di creatori. Nel 1903, viaggia in Spagna insieme all'amico Piet Mondrian. Entrambi fanno parte di un cerchio che trova conforto nel dipingere lungo il fiume Gein, un'epoca fatta di schizzi condivisi e pasti conviviali al ristorante De Vink.
L'opera si trasforma. Le trame pesanti della Scuola dell'Aia lasciano il posto a una tavolozza leggera e colorata. L'artista si sposta verso la ritrattistica, riscuotendo successo tra le donne eleganti della società di Amsterdam. Questi non sono semplici ritratti; sono studi sul carattere e sulla luce solare. Egli cattura la consistenza di un abito di seta o il modo in cui la luce colpisce un ventaglio. Il suo stile si assesta in una modalità impressionistica raffinata, concentrandosi sull'interazione tra sole e ombra.
La vita privata e i soggetti professionali si fondono. Dopo il matrimonio con Cornelia den Breejen nel 1908, la sua famiglia diventa la sua musa principale. Dipinge lei, insieme ai figli Mies e Thijs, in scene intime di lettura o maternità. Queste opere possiedono un calore che contrasta con le commissioni formali ricevute dai circoli teatrali e universitari. Anche quando dipinge vedute urbane, scene balneari o nature morte, l'attenzione rimane focalizzata sull'atmosfera.
Da questo periodo emergono opere degne di nota:
Al di là del cavalletto, Maris opera come un bon vivant e un mercante d'arte. Gestisce un'attività di antiquariato, scambiando opere dei suoi contemporanei e collezionando pezzi che riflettono la sua stessa estetica. Il suo studio è un luogo di commercio e cultura, dove un cliente può ricevere un kimono giapponese o un piatto di Delft insieme alla commissione di un ritratto. Ricopre ruoli di leadership nella scena artistica di Amsterdam, servendo come presidente della Sint Lucas e vicepresidente dell'Arti et Amicitiae.
La fine giunge ad Amsterdam, nel 1935. Lascia dietro di sé un corpus di opere che colma il divario tra il tradizionale realismo olandese di suo padre e un impressionismo più moderno e luminoso. I suoi dipinti risiedono oggi nelle collezioni permanenti del Rijksmuseum di Amsterdam, del Dordrechts Museum e del Groninger Museum, segnando indelebilmente il suo posto nell'evoluzione dell'arte olandese.