Le tracce di un cammino
William Anastasi si trasferì a New York nei primi anni Sessanta, portando con sé uno sguardo capace di privilegiare la silenziosa meccanica dell'esistenza rispetto alla mera creazione di oggetti. Nato a Philadelphia, la sua pratica artistica scaturì da un profondo interesse per il modo in cui registriamo ciò che accade intorno a noi. Non cercava soggetti grandiosi; al contrario, osservava le linee su una parete di una galleria o il movimento di un corpo nello spazio. La sua opera fungeva spesso da mappa per tracciare la relazione tra la condizione umana e gli strumenti utilizzati per documentarla.
Nel 1969, l'artista sperimentò un metodo noto come Pocket Drawings. Piegava un singolo foglio di carta in otto piccoli rettangoli, ciascuno delle dimensioni di una tasca posteriore dei pantaloni. Mentre camminava, premeva una minuscola e morbida matita contro la carta all'interno dello spazio ristretto della sua tasca. I segni lasciati sul foglio srotolato divennero il grafico della sua attività fisica. Questo processo trasformò il semplice atto del camminare in un metodo di registrazione, rendendo il movimento stesso la sorgente dell'opera.
Linee e spazi
Il suo interesse per l'ordinario diede vita a opere che sfumavano il confine tra arte e ambiente. Nel 1967, realizzò un disegno intitolato Reading a Line on a wall, focalizzato sui dettagli specifici di una parete della Virginia Dwan Gallery, inclusi fori di ventilazione, prese elettriche e modanature. L'opera riguardava l'atto di "leggere" uno spazio tanto quanto i segni impressi sulla carta. Egli approcciava la superficie della galleria non come un vuoto inerme, ma come una realtà materica da annotare.
Questa attenzione all'ambiente circostante si estese alle sue installazioni più ampie e alle opere sonore. La sua serie Subway Drawings catturò i ritmi della città attraverso un coinvolgimento diretto con il trasporto pubblico. Gran parte del suo lavoro cercava di esplorare la meditazione e l'esperienza del momento presente. Influenzato dagli approcci teorici di Marcel Duchamp, Anastasi condivise un legame professionale con John Cage, il cui approccio al caso e al suono risuonava con l'interesse dell'artista per i meccanismi di registrazione.
Riconoscimento e presenza
I segni lasciati dalla sua pratica sono entrati a far parte di diverse collezioni permanenti. Le sue opere sono conservate presso:
- The Museum of Modern Art (New York)
- Guggenheim Museum (New York)
- Walker Art Center (Minneapolis)
- National Gallery of Art (Washington, D.C.)
- Art Institute of Chicago
Nel 2010, ricevette il John Cage Award dalla Foundation for Contemporary Arts. La sua carriera è rimasta radicata nell'esplorazione di come percepiamo e registriamo le nostre vite attraverso l'arte visiva, il suono e i semplici, ripetitivi movimenti della vita quotidiana.