Primi anni e formazione
Alexej von Jawlensky, nato Aleksej Georgievič Javlenskij il 25 marzo 1864 a Toržok, in Russia, fu un pittore russo naturalizzato tedesco, figura chiave dell'espressionismo tedesco. Proveniente da una famiglia di rigide tradizioni militari, la sua infanzia fu segnata da frequenti trasferimenti, stabilendosi infine a Mosca all’età di dieci anni. Dopo aver completato il servizio militare, sviluppò una forte passione per la pittura, frequentando l'Esposizione Mondiale di Mosca intorno al 1880. Grazie alle sue conoscenze sociali, ottenne un incarico a San Pietroburgo, dove studiò all'Accademia d'arte dal 1889 al 1896, conciliando lo studio con il servizio militare.
Sviluppo artistico e influenze
Nel 1896, insieme a Marianne von Werefkin, si trasferì a Schwabing, il quartiere degli artisti di Monaco di Baviera, dove incontrò Vasilij Kandinskij e entrò a far parte della Neue Künstlervereinigung. Studiò sotto Anton Ažbe nella sua scuola privata. Le sue opere furono influenzate da Ferdinand Hodler, Jan Verkade e Paul Serusier, riflettendo i principi del nabismo e del sintetismo. Incontrò Marianne von Werefkin, una ricca artista che sostenne il suo lavoro fornendogli uno stile di vita confortevole.
Stile e opere significative
- Il colore: Jawlensky si distinse per un uso personale del colore, steso a campiture larghe e piatte sulla scia di Matisse.
- Temi: Le sue opere esplorano temi come il ritratto, la natura morta e il paesaggio, spesso con una forte componente spirituale.
- Evoluzione stilistica: Il suo stile si evolse da composizioni ricche di colore a forme astratte e semplificate.
Opere significative includono:
- Schokko con cappello rosso (1909)
- Ritratto di Alexander Sakharoff (1909)
- Turbante viola (1911)
- Teste mistiche: Meditazione (1912)
Il contributo al Blaue Reiter e l'eredità
Jawlensky fu un membro chiave del gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), fondato nel 1911 da Kandinskij e Franz Marc. Questo movimento artistico, che includeva anche Paul Klee e August Macke, promuoveva una nuova forma di espressione artistica basata sull'emozione e la spiritualità piuttosto che sulla rappresentazione realistica del mondo. Dopo essere stato espulso dalla Germania nel 1914, si trasferì in Svizzera, dove incontrò Emmy Scheyer, che promosse il suo lavoro negli Stati Uniti. La sua opera è oggi esposta in importanti musei di tutto il mondo, tra cui il Museum Ostwall a Dortmund e la Staedtische Galerie im Lenbachhaus a Monaco di Baviera. Morì a Wiesbaden, in Germania, il 15 marzo 1941. Il suo contributo all'espressionismo tedesco è riconosciuto come fondamentale per lo sviluppo dell'arte moderna.