Una vita tra Berna e Stoccarda
Giuseppe Plepp ha attraversato i primi decenni del XVII secolo, muovendosi tra le strade familiari di Berna e le botteghe di Stoccarda. Nato nel 1595 da Hans Jakob Plepp, un pittore di vetri, e Salome Heintz, le sue mani furono addestrate alle tradizioni dell'artigianato fin dalla tenera età. Il suo soggiorno in Germania lo mise in contatto con stili differenti, eppure, entro il 1622, era già tornato nella sua patria svizzera. A Berna, assunse ruoli che richiedevano sia un occhio attento al dettaglio sia un profondo senso della struttura, lavorando come pittore, architetto e persino come urbanista.
La sua opera toccò spesso la trama stessa della città. Contribuì alle decorazioni delle facciate del castello del balivo bernese e lavorò all'aspetto della Käfigturm. Vi era un lato pratico nella sua arte, visibile nel modo in cui aggiornò il sistema dell'Herrengassbrunnen e lo collegò alla rete locale dell'acqua potabile. La sua esistenza era indissolubilmente legata alla crescita fisica e alla cura dei luoghi che abitava.
La precisione della mappa e dell'incisione
Oltre le mura degli edifici, Giuseppe Plepp rivolse lo sguardo verso l'esterno, esplorando il paesaggio attraverso le lenti della cartografia e dell'incisione. Possedeva un modo di catturare il territorio che faceva affidamento sull'accuratezza piuttosto che sull'ornamento. Le sue mappe, come la veduta a olio del 1623 di Berna e della foresta di Bremgarten, mostrano una concentrazione sulla precisa collocazione dei punti di riferimento e sul fluire delle anse dell'Aare. Nel 1638, produsse una mappa incisa su rame del vecchio territorio nazionale bernese, un'opera che rimase fedele ai documenti precedenti pur aggiornando nomi e dettagli della terra.
Le sue acqueforti e incisioni documentarono specifiche località svizzere con una pacata chiarezza:
- La città di Nyon, catturata nel 1637.
- Vedute di Lenzburg e Aarburg, che in seguito servirono da modelli per altre opere topografiche.
- Una raffigurazione del ghiacciaio della Grindelwald del 1642.
- Vedute a volo d'uccello di Lenzburg che registrarono la pianta della città nel 1628.
Natura morta e ritrattistica
Quando non era impegnato a tracciare confini o a pianificare strade, Giuseppe Plepp rivolgeva l'attenzione a soggetti più piccoli e intimi. I suoi dipinti di natura morta celebravano spesso le semplici consistenze di cibo e frutta. Si può percepire il peso di un piatto di mele o la disposizione specifica di ciliegie, mirtilli, fragole, albicocche e uva spina. Queste opere, come il suo pezzo del 1632 conservato nell'Ermitage dello Stato, si concentrano sulla presenza fisica degli oggetti sulla tavola.
Egli registrò anche i volti della sua epoca. Il suo ritratto a olio su tavola di Gustavo Adolfo, Re di Svezia, mostra un lato diverso della sua abilità tecnica, passando dal topografico all'umano. Attraverso questi compiti così vari — dalla pianificazione su larga scala di una città alle linee sottili di un'incisione o alla morbida buccia di un frutto — egli ha lasciato dietro di sé una testimonianza dell'epoca barocca svizzera, così come veniva vissuta e osservata.
Domande e risposte
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