La storia di Kingston Lacy
Kingston Lacy è una dimora di campagna e un maestoso possedimento situato nei pressi di Wimborne Minster, nel Dorset, in Inghilterra. Originariamente, queste terre facevano parte di un dominio reale all'interno del maniero di Wimborne. In quel periodo, la famiglia de Lacy deteneva la proprietà quando questa era ancora parte del maniero reale. Il sito rivestiva un'importanza fondamentale per la monarchia inglese, tanto da attirare le visite dei re Enrico III, IV e V.
La dimora originale sorgeva a nord dell'attuale edificio. Costruita nel periodo medievale, questa struttura primordiale fungeva da padiglione di caccia, strettamente connesso al parco venatorio situato a nord-ovest. La storia del sito è indissolubilmente legata ai mutamenti della proprietà nel paesaggio del Dorset e all'evoluzione del maniero, dalle sue radici medievali fino ai giorni nostri.
L'Architettura della Tenuta
Il carattere architettonico della dimora è definito da stratificazioni di interventi che abbracciano diversi secoli. La facciata d'ingresso, progettata da Sir Roger Pratt nel 1663, stabilì una base simmetrica in mattoni rossi per l'intera struttura. Questa composizione originale fu successivamente trasformata durante la metà del XIX secolo. Tra il 1835 e il 1838, Charles Barry intraprese un significativo rimodellamento della tenuta su richiesta di William John Bankes. Questo periodo di lavori alterò fondamentalmente l'aspetto esteriore e il rapporto tra la casa e i giardini circostanti.
La trasformazione prevedeva il rivestimento dell'esistente salone in mattoni rossi con la pietra di Chilmark. Questo mutamento materico fu accompagnato dall'aggiunta di un alto camino su ogni angolo, conferendo una nuova verticalità alla silhouette dell'edificio. Per accogliere un nuovo ingresso principale, il livello del suolo fu abbassato su un lato, esponendo il piano seminterrato e modificando il modo in cui l'edificio si integra con il paesaggio. Il risultato è una struttura che riflette la visione personale di William John Bankes attraverso il talento di Barry.
L'eredità della famiglia Bankes
La storia di questa tenuta è indissolubilmente legata alla famiglia Bankes, che per oltre quattrocento anni è rimasta una figura di spicco della nobiltà terriera del Dorset. La loro presenza nella regione fu segnata da una profonda lealtà durante la Guerra Civile inglese, quando Sir John Bankes e Lady Mary mantennero fermamente la loro fedeltà a Carlo I. Questo periodo di grandi turbolenze vide l'influenza della famiglia estendersi su vasti tratti del paesaggio del Dorset, abbracciando le terre di Studland, Corfe Castle, Wimborne, Holt e Badbury Rings.
La continuità della proprietà giunse al suo capitolo finale nel XX secolo. Henry John 'Ralph' Bankes rimase l'ultimo proprietario privato di Kingston Lacy, custodendo la proprietà fino alla sua morte, avvenuta nel 1981. Con la sua scomparsa, la tenuta fu lasciata in eredità al National Trust, garantendo così la preservazione dei possedimenti familiari e delle preziose collezioni accumulate nel corso delle generazioni.
Capolavori della Collezione d'Arte
La collezione custodita all'interno della dimora offre un incontro profondo con la gravità della ritrattistica europea e della narrazione mitologica. Peter Paul Rubens si manifesta attraverso il ritratto di Maria Serra Pallavicino, dipinto intorno al 1606, e la raffigurazione di Marchesa Maria Grimaldi e il suo nano, anch'essa risalente al 1606 circa. Queste opere convivono con la maestria di Tiziano, in particolare nella rappresentazione del 1562 di Nicolò Zen. Emana una silenziosa solennità nel modo in cui queste figure occupano lo spazio, esigendo un senso di quiete da chiunque si trovi ad ammirarle.
Il mito trova la sua forma tangibile nell'opera di Jacopo Tintoretto, Apollo che incorona un poeta e gli dona una consorte, datata 1570. La collezione si estende inoltre verso la tradizione spagnola, presentando Camillo Massini di Diego Velázquez. Nelle vicinanze, l'atmosfera muta con la presenza de Juan Bautista Martínez del Mazo, con La corte di Filippo IV, 'Las Meninas'. Anche le opere di Sir Peter Lely sono conservate qui, contribuendo a una continuità ritrattistica che ha definito l'anima di queste sale per generazioni.
